Juventus–Mateta, il muro del Crystal Palace può cedere: formula e tempi decisivi
Juventus–Mateta, il muro del Crystal Palace può cedere: formula e tempi decisivi
Il nodo è l’obbligo di riscatto: Comolli al lavoro, prudenza alla Continassa
Il muro del Crystal Palace non è più invalicabile, ma la trattativa per Jean-Philippe Mateta dipenderà soprattutto dalla formula dell’operazione, non solo dal prezzo. Il club inglese continua a chiedere 40 milioni di euro e soprattutto una cessione a titolo definitivo, senza condizioni, per l’attaccante francese sotto contratto fino al 2027.
La prima offerta della Juventus è stata respinta. I bianconeri sarebbero partiti da una proposta basata su 2 milioni di prestito con riscatto tra i 28 e i 30 milioni, da far scattare solo in caso di qualificazione alla Champions League. Ed è proprio questo il nodo principale su cui Damien Comolli proverà a lavorare tra oggi e domani.
Distanza ancora ampia: dieci milioni non sono pochi
Le distanze restano significative. Non solo sul prezzo – circa dieci milioni di differenza – ma soprattutto sulla struttura dell’affare. Il Crystal Palace pretende un obbligo di riscatto immediato e incondizionato, mentre la Juventus vorrebbe legare l’investimento al piazzamento finale in campionato per ragioni di bilancio.
È per questo che dalla Continassa filtra estrema prudenza. Anche Giorgio Chiellini, presente a Cagliari nel weekend, ha ribadito come il club stia valutando soltanto “occasioni sostenibili”.
Mateta resta un’occasione (alle giuste condizioni)
A determinate condizioni, Jean-Philippe Mateta è considerato un’opportunità reale. Non però alle cifre e con i vincoli richiesti dal Palace. I londinesi non vogliono rischi né clausole legate ai risultati sportivi, mentre la Juventus deve fare i conti con i paletti del Fair Play Finanziario Uefa e con il limite del 70% tra costo del lavoro allargato e ricavi, da rispettare entro il 31 marzo.
Una riunione imminente alla Continassa servirà a chiarire i margini concessi dalla proprietà Exor per un’operazione che, dal punto di vista tecnico, viene considerata pienamente giustificabile. Lo riferisce Corsport.
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