Juve-PSG, lite per Suzuki: salta il prestito del giapponese

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Oggi alle 06:45Calciomercato
di Fabio Moretti
Juventus furiosa con il PSG dopo lo stop al prestito di Suzuki. Luis Enrique vuole tenere il giapponese, mentre Spalletti valuta Vicario, Trubin e Musso.

La Juventus considera tradito il patto raggiunto con il Paris Saint-Germain per Zion Suzuki. Il portiere giapponese avrebbe dovuto trasferirsi a Torino in prestito dopo essere stato acquistato dai francesi, ma Luis Enrique ha chiesto di trattenerlo e valutarlo direttamente, ne parla Corsport.

Il cambio di posizione del PSG ha provocato la reazione della dirigenza bianconera, che ha interrotto i colloqui e riaperto il casting per la porta. Luciano Spalletti deve ora scegliere tra Guglielmo Vicario, Anatoliy Trubin e Juan Musso.

Il piano iniziale per Suzuki

L’operazione era stata costruita attraverso un accordo tra PSG, Parma e Juventus, il club francese avrebbe acquistato Suzuki per poi girarlo immediatamente ai bianconeri con la formula del prestito secco, la soluzione sembrava soddisfare tutte le parti. Il giapponese avrebbe conservato il ruolo di titolare in Serie A, la Juventus avrebbe inserito un portiere di livello senza pagare il cartellino e il PSG avrebbe mantenuto il controllo su un patrimonio destinato al futuro.

Suzuki aveva inoltre bisogno di continuità, a  Parigi avrebbe dovuto confrontarsi con Matvey Safonov e Lucas Chevalier, mentre a Torino avrebbe potuto iniziare la stagione davanti agli altri portieri nelle gerarchie.

Il ripensamento di Luis Enrique

Il progetto sarebbe cambiato quando Luis Enrique ha chiesto di osservare Suzuki durante gli allenamenti prima di autorizzarne la partenza, il tecnico spagnolo vuole valutare personalmente la compatibilità del portiere con il proprio sistema. Qualora il giapponese convincesse, potrebbe rimanere a Parigi e diventare immediatamente una delle alternative a Safonov. Dal punto di vista del PSG, la decisione può essere spiegata con l’importanza dell’investimento. Prima di cedere temporaneamente un acquisto così rilevante, l’allenatore vuole verificarne il livello.

Per la Juventus, però, questa nuova condizione avrebbe annullato l’accordo iniziale. Il prestito non sarebbe stato più certo, ma subordinato a tempi e valutazioni stabiliti esclusivamente dal club francese.

A Torino prevale la rabbia

La Juventus non poteva permettersi di aspettare ancora. Il campionato è ormai vicino e Spalletti deve lavorare quanto prima con il portiere destinato a guidare la difesa.

La dirigenza avrebbe interpretato il comportamento del PSG come una violazione dell’intesa raggiunta. Da qui la decisione di ritirarsi dall’operazione, anche a costo di perdere un profilo seguito per diverse settimane.

Vicario è il candidato più immediato

Guglielmo Vicario rappresenta la soluzione più semplice sul piano dell’adattamento. Conosce la Serie A, parla la stessa lingua dei difensori e possiede esperienza internazionale, il Tottenham potrebbe aprire a un prestito con diritto di riscatto, formula che consentirebbe alla Juventus di rinviare l’investimento definitivo. A differenza dell’operazione Suzuki, i bianconeri avrebbero però la possibilità di trasformare il trasferimento in un acquisto.

Vicario garantisce reattività e affidabilità, ma non convincerebbe completamente Spalletti. Il tecnico vorrebbe un portiere capace di incidere maggiormente nella costruzione e di offrire sicurezza assoluta nella gestione della profondità.

Trubin è l’investimento sul futuro

Anatoliy Trubin rappresenterebbe una scelta maggiormente orientata alla programmazione. Il portiere del Benfica possiede fisicità, esperienza europea e margini di crescita. A 25 anni potrebbe diventare il titolare della Juventus per diverse stagioni. La sua capacità di coprire la porta e imporsi nelle uscite risponderebbe a molte delle necessità evidenziate dalla squadra. L’ostacolo principale riguarda il prezzo. Il Benfica non avrebbe interesse a cederlo a condizioni favorevoli e difficilmente accetterebbe un prestito privo di garanzie.

Per arrivare a Trubin servirebbe un investimento definitivo oppure una formula con obbligo di riscatto. La Juventus dovrebbe quindi destinare alla porta una parte importante delle risorse ancora disponibili.

Musso è la soluzione low cost

Juan Musso può diventare l’alternativa più accessibile. L’argentino conosce il campionato italiano e possiede esperienza sia in Serie A sia nelle competizioni europee.

Rispetto a Vicario e Trubin comporterebbe probabilmente un investimento inferiore. Potrebbe arrivare attraverso una formula sostenibile e consentire alla Juventus di conservare risorse per il centrocampista e l’attaccante ancora richiesti da Spalletti.

Musso non rappresenterebbe però una soluzione di lungo periodo. Sarebbe un acquisto funzionale all’emergenza, utile per affrontare la stagione senza compiere una spesa elevata.

Il nuovo casting conferma che Michele Di Gregorio non sembra più al centro del progetto. Le parole del suo agente hanno creato una frattura con società e spogliatoio, mentre la prestazione negativa contro l’Inter ha aumentato i dubbi sul suo rendimento.