Zhegrova, piccoli segnali di crescita. Ma non è ancora abbastanza
Alla fine dell’anno solare, Edon Zhegrova ha iniziato a mandare segnali concreti anche al mondo Juventus. Non ancora quelli che avevano accompagnato l’attesa febbrile dell’estate, fatta di voci, inseguimenti e di un colpo chiuso soltanto negli ultimi giorni di mercato, ma abbastanza per far pensare a una possibile inversione di tendenza. Luciano Spalletti, fin qui costretto a gestirlo più in infermeria che in campo, ha finalmente intravisto qualcosa su cui poter lavorare.
Non è un dettaglio da poco, anche perché la Juve ha investito oltre 15 milioni di euro per portarlo a Torino dal Lille, nonostante fosse entrato nell’ultimo anno di contratto. Una valutazione tutt’altro che di saldo, che racconta quanto il club credesse – e creda tuttora – nel potenziale dell’esterno kosovaro. A rallentarne l’impatto, però, sono stati soprattutto i problemi fisici, che ne hanno condizionato pesantemente l’inserimento.
I numeri spiegano meglio di qualsiasi analisi: 11 presenze complessive, ma appena 204 minuti totali tra Serie A (125’), Champions League (73’) e Coppa Italia (6’). Zhegrova è partito titolare una sola volta, e il suo impiego più lungo in una singola gara si è fermato a 45 minuti, prima di essere sostituito all’intervallo. Troppo poco per incidere, troppo poco per lasciare davvero il segno.
Non era questo ciò che la Juventus si aspettava da un talento del suo profilo. Eppure, proprio nelle ultime uscite, qualcosa sembra essersi acceso. Sprazzi di qualità, maggiore fiducia, una condizione in crescita. Non basta ancora, ma può essere l’inizio.
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