Zambrotta lancia Milan-Juve: “Leao devastante in fascia, Yildiz può diventare un fuoriclasse, che errore con Kalulu”

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di Redazione TuttoJuve

Zambrotta lancia Milan-Juve: “Leao devastante in fascia, Yildiz può diventare un fuoriclasse”

La sfida di San Siro tra Milan e Juventus accende la corsa Champions e riporta sotto i riflettori una notte decisiva. A presentarla è Gianluca Zambrotta, doppio ex e campione del mondo 2006, che analizza protagonisti, allenatori e prospettive del calcio italiano.

Secondo Zambrotta, aGazzetta, il match non decide lo scudetto ma pesa tantissimo nella lotta europea:«Le prime quattro meritano la posizione attuale. L’Inter ha dimostrato più solidità e struttura, mentre il Milan ha perso punti in momenti chiave».

La Juventus di Luciano Spalletti, invece, è in crescita e ha ritrovato identità, anche grazie a una difesa più solida e a un calendario favorevole. Uno dei temi centrali è Rafael Leao:«Chi dice che è mediocre sbaglia. Se è concentrato, fa la differenza. Il meglio lo dà sulla fascia: lì è devastante quando punta l’uomo».Un messaggio chiaro: per rendere al massimo, Leao deve partire largo e sfruttare gli spazi.

Yildiz predestinato: “vent’anni ha già fatto vedere cose straordinarie. Può ambire a diventare non solo un campione ma un fuoriclasse. Però deve crescere ancora tanto. Da qui a Del Piero di strada da fare ce n’è e parecchia”.Parole importanti anche per Kenan Yildiz:«A vent’anni ha già fatto vedere cose straordinarie. Può diventare un fuoriclasse, ma deve crescere ancora». La Juventus di Spalletti sta crescendo e valorizzando i singoli. Per vincere serviranno però più gol e continuità offensiva.

Dusan Vlahovic resta un vero numero 9: «Va tenuto».Luka Modric è ancora fondamentale come guida.Andrea Cambiaso e Pierre Kalulu sono pedine preziose per duttilità: "Il Milan ha sbagliato a farlo andar via, è un giocatore duttile e ha sempre fatto il suo. Ora sa diventare anche pericoloso in fase offensiva".

Chiusura sulla crisi del calcio italiano:«Nelle big di Serie A giocano pochi italiani. È un problema per la Nazionale: senza blocchi consolidati diventa tutto più difficile».