Woltemade, esordio sufficiente

Woltemade, esordio sufficienteTuttoJuve.com
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di Massimo Pavan
Woltemade entra nella ripresa di Juventus-Milan, aumenta il peso dell’attacco e conquista una punizione, ma spreca una buona occasione

Nick Woltemade entra nel momento più difficile di Juventus-Milan. I bianconeri sono appena passati in svantaggio per il gol di Cissé e Luciano Spalletti decide di modificare la struttura della squadra, togliendo Douglas Luiz e aggiungendo il centravanti tedesco accanto a Kolo Muani.

La sua presenza permette alla Juventus di aumentare il peso dentro l’area e cercare con maggiore frequenza il gioco diretto. Woltemade partecipa all’assalto finale, conquista una punizione interessante, ma fallisce una buona occasione per pareggiare.

Il gol dell’1-1 arriverà nel recupero grazie a Federico Gatti, un difensore capace di mostrare proprio quella determinazione sotto porta ancora mancata al nuovo attaccante.

Spalletti sceglie le due punte

Woltemade parte dalla panchina, con Kolo Muani confermato come riferimento centrale. Il francese, però, fatica a rendersi pericoloso contro la difesa composta da Gila, De Winter e Pavlovic.

Dopo il vantaggio del Milan, Spalletti rinuncia a un centrocampista e inserisce il tedesco. La Juventus passa così a un sistema più offensivo, con due punte e numerosi giocatori pronti ad accompagnare l’azione.

La mossa ha un obiettivo evidente: sfruttare l’altezza di Woltemade, aumentare le possibilità sui cross e offrire alla squadra un riferimento capace di proteggere il pallone spalle alla porta.

La fisicità si sente immediatamente

Il nuovo acquisto entra con il giusto atteggiamento e cerca subito il contatto con i difensori rossoneri. La sua struttura crea qualche problema al Milan, costretto a difendere più vicino alla propria area.

Woltemade prova ad abbassarsi per dialogare con i compagni, ma in quella fase della partita la Juventus ha poco tempo per costruire attraverso il palleggio. Servono palloni diretti, seconde palle e presenza negli ultimi metri.

Il tedesco conquista una buona punizione grazie all’utilizzo del corpo. È una giocata utile, perché consente ai bianconeri di alzare ulteriormente il baricentro e portare diversi uomini nell’area di Maignan.

L’occasione sprecata pesa

La parte negativa della prestazione arriva quando Woltemade ha la possibilità di incidere direttamente sul risultato. L’attaccante riceve un pallone favorevole, ma non riesce a trovare una conclusione precisa.

È un errore importante, soprattutto perché la Juventus stava producendo il massimo sforzo per recuperare. Da un centravanti con la sua struttura fisica, Spalletti si aspetta maggiore decisione e cattiveria dentro l’area.

Woltemade possiede una tecnica sorprendente per la propria altezza ed è bravo a partecipare alla manovra. Per diventare determinante, però, deve sviluppare l’istinto del finalizzatore e imparare ad aggredire ogni occasione.

Gatti gli mostra la strada

Il pareggio arriva al 92’, ma non attraverso uno degli attaccanti. È Federico Gatti, entrato nel finale, a trovare la deviazione vincente e battere Maignan.

Il gol del difensore diventa quasi una lezione per Woltemade e Kolo Muani. Gatti attacca l’area senza esitazioni, crede nel pallone e trova la rete grazie alla propria determinazione.

Spalletti vuole vedere la stessa fame nei suoi centravanti. Woltemade non deve limitarsi a utilizzare il fisico per far salire la squadra: deve diventare dominante nei sedici metri e trasformare i palloni sporchi in occasioni concrete.

Un debutto da valutare con equilibrio

Il tedesco è arrivato da poco e ha bisogno di tempo per conoscere i compagni, assimilare le richieste dell’allenatore e adattarsi al campionato italiano. Giudicarlo definitivamente dopo pochi minuti sarebbe ingeneroso.

La partita contro il Milan offre comunque alcune indicazioni. La sua presenza può cambiare il modo di attaccare della Juventus e consentire a Kolo Muani di muoversi con maggiore libertà. L’intesa tra i due, però, deve ancora essere costruita.

Woltemade può diventare una soluzione importante sia da titolare sia entrando nella ripresa. Per aumentare il proprio spazio dovrà però mostrare maggiore concretezza, specialmente quando riceve il pallone dentro l’area.

La pagella di Woltemade

Woltemade 6 – Entra per aumentare il peso offensivo e la sua fisicità costringe il Milan ad abbassarsi. Protegge qualche pallone e conquista una punizione interessante, ma spreca una buona occasione per pareggiare. Il potenziale si intravede, così come la capacità di giocare con la squadra, ma sotto porta serve maggiore cattiveria. Gatti gli mostra come si attacca il pallone decisivo. Rimandato.