Tentato furto!

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di Massimo Pavan
Juventus-Milan lascia due gravi polemiche arbitrali: Estupiñán evita il possibile secondo giallo e il vantaggio di Cissé nasce da un fallo su Kolo Muani.

La Juventus riesce a evitare la sconfitta contro il Milan grazie al gol di Federico Gatti nel recupero, ma il pareggio dello Stadium lascia dietro di sé due episodi arbitrali molto pesanti. Il primo riguarda la gestione disciplinare di Estupiñán, il secondo il mancato fischio per un fallo su Kolo Muani all’inizio dell’azione che porta alla rete rossonera di Cissé.

Due decisioni che hanno inciso direttamente sull’andamento dell’incontro. La squadra di Luciano Spalletti ha costruito più occasioni, impegnato ripetutamente Maignan e colpito un palo con Conceição. Poi, alla prima vera conclusione del Milan, è arrivato un vantaggio accompagnato dalle legittime proteste bianconere.

Estupiñán graziato nel primo tempo

Il primo episodio contestato arriva durante la frazione iniziale. Estupiñán ferma fallosamente Nico Gonzalez con un intervento che, per dinamica e intensità, avrebbe meritato il cartellino giallo.

L’arbitro decide invece di limitarsi al richiamo, consentendo al giocatore del Milan di proseguire senza ammonizione. Una scelta inizialmente apparsa discutibile e diventata ancora più rilevante nel secondo tempo.

L’esterno rossonero commette infatti un altro fallo e questa volta viene ammonito. Se il direttore di gara avesse applicato lo stesso metro anche nel primo episodio, Estupiñán avrebbe ricevuto il secondo cartellino giallo e il Milan sarebbe rimasto in dieci.

Non si tratta quindi di una semplice valutazione disciplinare priva di conseguenze. La mancata ammonizione del primo tempo ha evitato un’espulsione che avrebbe potuto cambiare completamente la partita.

Un metro che penalizza la Juventus

La gestione dei cartellini lascia ancora una volta perplesso il mondo bianconero. Un intervento potenzialmente da ammonizione viene perdonato, mentre soltanto quello successivo conduce al provvedimento disciplinare.

Il punto non è invocare espulsioni a ogni contatto, ma chiedere uniformità. Se il secondo fallo è stato ritenuto meritevole del giallo, diventa difficile comprendere perché il primo sia stato valutato diversamente.

La Juventus aveva il controllo della partita e stava mettendo in difficoltà la difesa milanista. Giocare l’ultima parte dell’incontro in superiorità numerica avrebbe offerto ai bianconeri un vantaggio considerevole, soprattutto durante l’assalto finale.

Il fallo su Kolo Muani prima del gol

Il secondo episodio è ancora più grave perché precede direttamente la rete del vantaggio milanista. Kolo Muani subisce un intervento falloso all’inizio dell’azione, ma l’arbitro lascia continuare.

Il Milan recupera il pallone, sviluppa la manovra e arriva alla conclusione vincente di Cissé. Vicario viene battuto al primo vero tiro rossonero, mentre i giocatori della Juventus protestano immediatamente.

Il contatto su Kolo Muani avrebbe meritato almeno una revisione attenta. L’azione del gol nasce proprio dal pallone conquistato in quella situazione e non da una fase di gioco completamente nuova e indipendente.

La mancata interruzione ha quindi prodotto una conseguenza concreta: invece di una punizione a favore della Juventus, è arrivato il vantaggio del Milan.

Il mancato intervento del VAR

L’episodio riapre anche il dibattito sul protocollo VAR. Quando un possibile fallo si verifica all’inizio dell’azione culminata con una rete, bisogna stabilire se faccia ancora parte della stessa fase offensiva.

In questo caso il recupero ai danni di Kolo Muani consente al Milan di ripartire e segnare. Non sembra esserci una cesura evidente tale da rendere irrilevante il contatto precedente.

Il VAR avrebbe potuto richiamare l’arbitro al monitor qualora avesse giudicato l’intervento chiaramente falloso. Il mancato intervento lascia invece la sensazione che la posizione del francese non sia stata tutelata.

Due episodi, un impatto enorme sulla partita

Il caso Estupiñán e il fallo su Kolo Muani non possono essere trattati come dettagli. Nel primo caso il Milan evita di rimanere in dieci; nel secondo trova il vantaggio attraverso un’azione nata da un recupero irregolare.

La Juventus aveva già sprecato molto. Conceição si era fatto fermare più volte da Maignan e aveva colpito il palo all’inizio della ripresa. Gli errori sotto porta appartengono alle responsabilità dei bianconeri, ma non possono cancellare quelle arbitrali.

Una squadra deve essere concreta e trasformare le occasioni, tuttavia questo non significa dover accettare decisioni capaci di modificare il risultato.

Gatti evita una sconfitta ingiusta

Il gol di Gatti al secondo minuto di recupero restituisce alla Juventus almeno un punto. Il difensore, inserito nel finale per aumentare il peso dentro l’area, trova la deviazione decisiva e impedisce al Milan di vincere una partita nella quale aveva creato molto meno.

Il pareggio premia il carattere della squadra di Spalletti, capace di reagire nonostante le assenze, la stanchezza e gli episodi contrari. Non elimina però i rimpianti.

Con maggiore precisione, la Juventus avrebbe probabilmente indirizzato la gara già nel primo tempo. Con decisioni arbitrali corrette, avrebbe potuto affrontare il finale in superiorità numerica e senza dover recuperare il gol di Cissé.

Servono spiegazioni e uniformità

La Juventus non può limitarsi alla protesta emotiva, ma ha il diritto di chiedere chiarimenti. L’obiettivo deve essere comprendere il metro utilizzato e ottenere quell’uniformità di giudizio spesso invocata dagli arbitri.

Perché l’intervento iniziale di Estupiñán non è stato ammonito? Perché il contatto su Kolo Muani non è stato considerato falloso? E perché il VAR non ha ritenuto necessario suggerire una revisione?