Ventura si ribella: "Basta menzogne su di me! Ho rinunciato a due anni di stipendio"
Gian Piero Ventura ha detto addio al Chievo dopo appena 4 gare e ovviamente la cosa ha destato scalpore. L'ex ct dell'Italia, in una lunga dichiarazione rilasciata all'Ansa, però, si ribella contro le voci dietro la sua decisione: che sono arrivato al Chievo per amicizia, perché il presidente Campedelli è un amico, e perché il momento di difficoltà della squadra coincideva con la mia grande voglia di riprendere ad allenare. Ho poi deciso di interrompere il rapporto, non per i risultati (mi sarei dimesso anche in caso di vittoria col Bologna), ma quando ho avuto la certezza che, benché volessimo raggiungere lo stesso obiettivo, cioè la salvezza del Chievo, io e la società volevamo perseguirla attraverso due strade diverse. A quel punto, né io potevo pretendere che loro sposassero le mie idee, né loro potevano pensare che io condividessi il loro percorso. Ho rinunciato a due anni di contratto con una rescissione consensuale - aggiunge Ventura - senza chiedere né pretendere alcunché.
Mi hanno riconosciuto soltanto il mese di lavoro. Questi sono i fatti. Faccio un in bocca al lupo alla società anche se ora le nostre strade si dividono. E stavolta non tollero menzogne".
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