Un tifoso della Juve: "Io, truffato dagli ultras con i miei amici, mai più"

16.09.2019 11:50 di Giuseppe Giannone   Vedi letture
Un tifoso della Juve: "Io, truffato dagli ultras con i miei amici, mai più"

A corredo della notizia riguardante l'arresto di 12 capi ultras della Juventus, "Il Giornale" propone un'intervista esclusiva ad un tifoso bianconero che, nel 2013, in occasione di Juve-Bayern di Champions League (0-2 per i tedeschi), ha avuto a che fare, con i suoi amici, proprio con gli ultras per trovare i biglietti per assistere alla partita: "170 euro a biglietto per il secondo anello della curva Stadium: il prezzo ufficiale era 40 euro. Ma li abbiamo spesi lo stesso. Due di noi, però, sono rimasti fuori. Dovevamo farci trovare alle 17 del 10 aprile fuori dalla curva sud dello Stadium. Eravamo fiduciosi, siamo arrivati a Torino nel primo pomeriggio e ci siamo fatti un giro turistico per la città. Dovevamo solo aspettare la telefonata della persona che ci avrebbe consegnato i biglietti. La spesa? 40 euro a testa". A quel punto, però, l'uomo che avrebbe dovuto consegnare i biglietti ai ragazzi è stato arrestato, e alle 19:00, i giovani, provenienti dalla Sicilia, erano ancora senza tagliando. "Il tizio - spiega ancora Luca - parla con un 'collega'. Che ci rimedia cinque biglietti. In tutto chiede 900 euro. Una follia". Alla fine il prezzo, per 3 biglietti, sarà di 170 euro a testa. I ragazzi però sono 5. E quindi?", chiedono Luca e i suoi amici. L'ultrà risponde: "Nessun problema: due di voi entrano senza biglietto. Ci penso io.  Abbiamo dovuto sederci sulle scale di emergenza. Evidentemente c'era più gente di quella prevista. Per fortuna che durante la partita non è successo niente. Se ho sentito una parlata predominante che facesse pensare alla presenza tra i capi ultrà di esponenti della Mafia o della 'Ndrangheta? A essere sincero direi di no. Ma non mi sono divertito. E non soltanto per la sconfitta. Alla fine del match, i ragazzi sono stati bloccati all'ingresso, ed hanno pagato tutti 170 euro a testa. "In queste condizioni mai più", chiude il ragazzo. "Ci siamo detti: 'D'ora in poi si parte solo con il biglietto. Altrimenti si resta a casa".