Turci: “Spalletti sembra avere una cotta per Douglas Luiz e vi spiego perché”

Turci: “Spalletti sembra avere una cotta per Douglas Luiz e vi spiego perché”TuttoJuve.com
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di Benedetta Demichelis
Il racconto di Tommaso ’inviato Dazn sui gesti, gli sguardi e i nervi tesi di Luciano Spalletti durante Juventus-Frosinone 0-1.

La Juventus, ieri, ha battuto il Frosinone 0-1 e la squadra ha cominciato bene il campionato.

Il racconto da bordocampo

La vittoria contro il Frosinone porta la firma di un gruppo che sembra aver trovato la strada giusta fin dalle prime battute di stagione, ma a raccontare davvero cosa succede nell’area tecnica bianconera è stato Tommaso Turci, inviato Dazn, che su Instagram ha condiviso un racconto dettagliato di come Spalletti ha vissuto la partita. Un ritratto che va oltre il risultato e restituisce l’intensità con cui il tecnico toscano affronta ogni novanta minuti, tra letture tattiche, sguardi eloquenti e un rapporto quasi viscerale con i suoi collaboratori più stretti.

Le parole del giornalista, riportate integralmente, offrono uno spaccato inedito sul modo in cui l’allenatore legge le partite e comunica con la squadra, confermando quanto la sua esperienza continui a essere un valore aggiunto anche per chi lo osserva da vicino ogni settimana: “Ho visto Spalletti da bordo campo decine di volte, eppure ogni volta che mi capita di trovarmi a due passi da lui imparo qualcosa di nuovo. Luciano è geniale nella lettura della gara, nel capire dove sta andando la partita minuto dopo minuto. Forse è l’esperienza, ma le sue sensazioni raramente lo tradiscono. Non riesco a smettere di seguirlo con gli occhi quando macina chilometri nell’area tecnica. Trasuda passione come un ragazzino agli esordi e riesce a trasmetterla al gruppo. Ascolta i suoi fidati collaboratori con lo sguardo fisso nel vuoto, mordicchiando una penna in totale trance agonistica. Domenichini e Martusciello gli danno letture a cascata e lui assorbe tutto come una spugna. Poi, improvvisamente, comincia a scrivere di pancia: cambi tattici e sostituzioni imminenti. Spesso è duro con i giocatori in campo. Vuole testa alta e movimenti precisi senza palla. Non fa distinzioni tra i suoi ragazzi: il capitano e i nuovi arrivati vengono bacchettati allo stesso modo. Sembra avere una cotta per Douglas Luiz, da come lo guarda. Come se nel brasiliano avesse intravisto qualcosa di diverso nelle ultime settimane: un tocco di palla pulito, una luce speciale. Gli indica la posizione da occupare per stare al centro della manovra. È una scommessa che vuole vincere. È consapevole che Kolo Muani ha una cilindrata diversa rispetto alla stragrande maggioranza dei giocatori in Serie A. Ma l’attaccante deve prima di tutto fare gol e, quando il francese spara alto da due passi, Spalletti sbarra gli occhi alla sua maniera. A questa Juve manca il nove puro che riempie l’area di rigore, che pianta il corpo e allarga le braccia per proteggere il pallone. Di Kolo, però, Lucio apprezza l’attacco dello spazio e il sacrificio spalle alla porta. L’ha coccolato per riportarlo a Torino. Ma serve di più. Nei minuti di recupero annusa il pericolo sui calci piazzati e vede in anticipo la traversa di Calvani. La Juve ha lasciato tanti punti contro le piccole nell’ultima stagione. Spalletti lo sa bene: i centimetri che separano una traversa da un gol possono cambiare il risultato, ma non cancellano il difetto più grande di questa squadra. Le partite vanno chiuse”, ha scritto il giornalista di Dazn.

Douglas Luiz e Kolo Muani, i due casi aperti

Il passaggio sul brasiliano è forse il più significativo dell’intero racconto: Spalletti sembra aver individuato in lui una qualità nuova, una pulizia di tocco che nelle ultime settimane ha attirato la sua attenzione più di ogni altro giocatore. Una scommessa tecnica e personale, che il tecnico intende portare fino in fondo, convinto che il centrocampista possa diventare un perno della manovra bianconera.

Diverso il discorso su Kolo Muani, per il quale la fiducia convive con l’esigenza di concretezza sotto porta. Le sensazioni raccontate da Turci restituiscono un allenatore che non fa sconti a nessuno, capitano compreso, e che pretende dai suoi giocatori la stessa intensità mostrata in allenamento durante le partite ufficiali.

A completare il quadro, resta il nodo più delicato per la Juventus: la capacità di chiudere le partite, un limite che nella scorsa stagione è costato punti pesanti contro le squadre di bassa classifica e che Spalletti conosce fin troppo bene.