Tifoso juventino fa il saluto fascista, il giudice lo grazia: “Gesto goliardico”

Tifoso juventino fa il saluto fascista, il giudice lo grazia: “Gesto goliardico”TuttoJuve.com
Oggi alle 21:50Altre notizie
di Fabio Moretti
Il Tribunale di Alessandria assolve un tifoso della Juventus: il saluto romano allo stadio è stato ritenuto un gesto isolato e privo di finalità propagandistiche.

Un saluto romano compiuto in modo «estemporaneo e goliardico» e durato appena tre secondi sugli spalti dello stadio Moccagatta di Alessandria non integra un reato in assenza di un concreto pericolo di diffusione dell'ideologia fascista o di una sua riorganizzazione. È questa la conclusione raggiunta dal Tribunale di Alessandria, che ha assolto un tifoso torinese imputato per aver compiuto un gesto riconducibile al disciolto partito fascista.

La vicenda, ricostruita dall'edizione torinese de La Repubblica, risale al 13 marzo 2022, in occasione della partita tra Juventus Under 23 e Südtirol. Il protagonista, un sessantenne residente a Torino e assistito dall'avvocato Davide De Bartolo, era stato ripreso dalle telecamere mentre sollevava il braccio destro con il palmo rivolto verso l'esterno, compiendo il cosiddetto saluto romano.

In seguito all'episodio, al tifoso era stato imposto un Daspo della durata di cinque anni, provvedimento confermato nella scorsa primavera anche dal Tar, secondo cui quel comportamento rappresentava «una condotta provocatoria estranea alla passione sportiva e idonea a mettere a rischio la sicurezza pubblica».

Diversa, invece, la valutazione del Tribunale di Alessandria, che ha richiamato precedenti pronunce della giurisprudenza sottolineando come l'ordinamento italiano non sanzioni il gesto o l'opinione in sé, per quanto possano essere censurabili, ma il concreto rischio che tali comportamenti possano favorire la diffusione dell'ideologia fascista o la ricostituzione del relativo movimento.

Nelle motivazioni della sentenza viene evidenziato che il braccio è rimasto sollevato per un periodo di tempo «estremamente limitato» e che il gesto non è stato ripetuto. I giudici hanno inoltre rilevato l'assenza di un contesto ideologico significativo: erano coinvolte soltanto due persone e non si sono registrate manifestazioni di adesione, partecipazione o emulazione da parte degli altri spettatori, circostanze che hanno escluso qualsiasi concreta finalità propagandistica o istigatoria.