Di Gregorio, l'affondo dell'agente: dibattito aperto
Di Gregorio è un caso, dopo le parole dell'agente del portiere e la replica dell'estremo difensore bianconero. Dibattito aperto su Tmw Radio durante Maracanà. "C'è uno sfogo di un agente, per difendere il proprio assistito – dice Stefano Impallomeni –. Quando però si definiscono gli altri giocatori come impresentabili, è un'altra cosa. Ora vedremo come finirà, ma di sicuro dico che Di Gregorio è un portiere di valore".
Discorsi nei confini
"Finché è possibile ritengo che i discorsi debbano rimanere in certi confini fra club e giocatore – dice l'ex attaccante Arturo Di Napoli –. È il gioco delle parti comunque, anche perché l'entourage di norma tiene la stessa linea dell'assistito. Non è che mi sorprenda più di tanto questa situazione, semplicemente ognuno porta acqua al suo mulino". Secondo il direttore sportivo Malu Mpasinkatu, un agente capisce quando il suo assistito non è più centrale in un progetto. "Meglio andare altrove che essere malvoluto dove si è" dice. David Di Michele pensa che sia "un errore citare gli altri giocatori. Si può difendere il proprio assistito senza attaccare altri". L'agente Giocondo Martorelli ritiene che questo tipo di querelle siano "da discutere in sede, usando anche parole più forti. Fare queste cose, uscire così sui media e sui social, non è una cosa fatta nella maniera più opportuna" spiega l'agente.
Frasi imprudenti
"Si tratta di imprudenti – spiega il giornalista Paolo Paganini –. Il procuratore cha capito che si possa deprezzare così. Magari poteva evitare di tirare in ballo altri compagni, però è chiaro che è un gioco delle parti, lui deve cercare di portare a casa il massimo e ha tirato in ballo un paragone indelicato". Infine secondo Massimo Brambati, "il procuratore ha perso l'occasione per stare zitto. Io credo che questa uscita abbia aperto le porte per far sì che il giocatore vada per forza via" le parole dell'ex difensore.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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