Tatticamente parlando... di Sergio Stanco
Una brutta Juve la sfanga all'Olimpico grazie ad una magia di Dybala al 93'. Ironia della sorte, fino a quel momento l'argentino era stato impalpabile, completamente fuori partita. Ma a 15'' dalla fine ha estratto il coniglio dal cilindro regalando ai suoi una vittoria che potrebbe risultare fondamentale.
A SPECCHIO
Con l'assenza di Higuain e la volontà di preservare Alex Sandro e Douglas Costa per il Tottenham, Allegri decide di rispolverare la difesa a tre (Barzagli-Benatia-Rugani) e piazzare Dybala dietro Mandzukic, tornato centravanti per l'occasione. Un 3-5-1-1 molto simile a quello della Lazio: Inzaghi però alza Milinkovic-Savic ed è proprio il serbo a creare i maggiori dilemmi tattici ad Allegri. Le due squadre di fatto si annullano, ma il movimento di Immobile, Luis Alberto e Milinkovic, appunto, crea quanto meno un po' di confusione nella difesa bianconera. Azioni da gol, però, non se ne vedono.
LICHTSTEINER ALA
Allegri si rende conto che i suoi sono costretti costantemente a rincorrere, perché non trovano praticamente mai i tempi di uscita, mentre Luis Alberto e Milinkovic giocano alle spalle dei mediani avversari, facendo saltare il timido pressing bianconero. La difesa della Lazio è altissima e il recupero palla è una costante, perché Dybala è Mandzukic non riescono a tenere su palla, ma soprattutto perché la gabbia predisposta da Inzaghi, Luis Alberto e Milinkovic a uomo su Pjanic, blocca la principale fonte di gioco della Juve. Di fatto la partita è congelata e servirebbe un guizzo per accenderla. Il tecnico livornese prova a cambiarla tatticamente, rimettendo i suoi a quattro dietro ed alzando Lichtsteiner esterno del 4-3-3, ma i benefici sono di breve durata.
FENOMENO DYBALA
Col passare dei minuti, però, i biancocelesti perdono di lucidità e concedono qualche spazio in più ai bianconeri. Allegri prova a giocarsi la carta Douglas Costa al posto di Lichtsteiner, ma anche il brasiliano non sembra in serata. Così la partita si avvia verso uno pareggio scontato, fino a quando Dybala non decide di rimettere i panni del supereroe e con una giocata fantastica regala la vittoria alla Juve: controllo al limite, tunnel all'avversario diretto, tiene fisicamente sul contrasto e in caduta la mette all'incrocio. Una "fenomenata" contro la quale la pur ottima difesa biancoceleste nulla ha potuto. Con buona pace di ogni analisi tattica...
LA MOSSA: Non è una novità che gli avversari marchino ad uomo Pjanic, ma questa volta Inzaghi gli ha costruito attorno una vera e propria gabbia, con Immobile, Luis Alberto e Milinkovic-Savic a chiudere ogni linea di passaggio.
IL MIGLIORE: Non ci avesse pensato Dybala ad incantare l'Olimoico con quella giocata al 93', saremmo stati davvero in difficoltà a scegliere il man of the match. Forse avremmo premiato Rugani, puntuale, pulito e ordinato, ma poi è arrivata la magia dell'argentino a toglierci dall'imbarazzo.
IL CAMBIO: Douglas Costa-Lichtsteiner era la sostituzione perfetta nelle intenzioni, ma il brasiliano non è riuscito a trasformarsi nel solito fattore. C'è solo da augurarsi che si sia risparmiato per Londra...
LA CHIAVE: Tenere Dybala fino al 93' forse è stata più una necessità che una scelta, ma alla fine si è rivelata una decisione vincente. Una gara così la poteva risolvere solo l'invenzione di un campione. E così è stato.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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