Tardelli scuote il calcio italiano: "La Nazionale è diventata un business"
Marco Tardelli non usa mezzi termini nel descrivere lo stato del calcio italiano. Il campione del mondo del 1982, intervistato sul futuro della Nazionale su Il Giornale, ha espresso una visione molto critica dell'attuale sistema, sostenendo che il problema non sia soltanto il commissario tecnico, ma l'intera struttura del movimento.
Alla domanda su un'eventuale panchina azzurra, la risposta è stata netta: "Potrei farlo. Ma non ci penso, non ne avrei voglia. Questo non è il mio calcio."
Per Tardelli, il principale ostacolo alla crescita dell'Italia è rappresentato dal peso sempre maggiore dei club. "Un business, prigioniera dei club ai quali non interessa proprio nulla che i propri calciatori vengano convocati. Del resto la maggior parte dei proprietari delle società sono stranieri, dunque manca il rapporto di passione e di dedizione."
Secondo l'ex centrocampista della Juventus, la Federazione dovrebbe essere molto più autonoma nelle proprie decisioni e svincolata dagli interessi delle società.
Guardiola convince poco, Baldini è il nome giusto
Tra i possibili candidati alla panchina azzurra, Tardelli non crede che l'ipotesi Pep Guardiola possa realmente concretizzarsi. "Non credo possa concretizzarsi, ha costi elevatissimi."
Molto più convinta, invece, la sua indicazione sul profilo ideale. "Silvio Baldini, fa parte della federazione, l’esempio spagnolo di Luis de la Fuente dovrebbe servire da lezione, ha guidato tutte le nazionali giovanili prima di arrivare alla prima squadra."
Parole positive anche nei confronti di Andrea Pirlo, definito un tecnico preparato e con un'importante esperienza internazionale. "Abbiamo perso la tecnica"
L'analisi di Tardelli si sposta poi sulla formazione dei giovani. Per l'ex azzurro il problema non è il numero di stranieri presenti in Serie A, bensì il modo in cui vengono cresciuti i calciatori italiani. "Il problema non sono gli stranieri che sono presenti anche nelle altre leghe europee, il problema è la scuola calcistica. Abbiamo perduto la genialità, nessuno parla e pensa più alla tecnica."
Infine, Tardelli promuove la scelta di coinvolgere Paolo Maldini nel nuovo corso della Federazione.
"Innanzitutto è partito bene con Paolo Maldini, un campione, come suo padre. Ma la federazione, lo ribadisco, deve essere indipendente ed avere coraggio. Il calcio italiano non ha bisogno soltanto di nomi anche illustri, ha bisogno di cambiare la propria struttura, di recuperare i giovani, i bambini che devono giocare con il piacere del pallone, il divertimento del gol e non soltanto l'emulazione dei campioni."
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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