Taccola: "Conte in Nazionale? C'è un contratto e i contratti vanno rispettati"

Taccola: "Conte in Nazionale?  C'è un contratto e i contratti vanno rispettati"TuttoJuve.com
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di Redazione TuttoJuve

A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Mirko Taccola, allenatore dello Scandicci ed ex difensore, fra le tante, di Napoli e Inter. Di seguito, un estratto dell'intervista. 

Mister, partiamo dalla semifinale di ieri tra Inter e Como: l'Inter va sotto di due reti, poi viene fuori l'esperienza e la maggiore caratura dei calciatori nerazzurri. È una finale meritata per i ragazzi di Christian Chivu?

“La partita si era incanalata dove voleva il Como: era andato in vantaggio di due gol e lì forse c'era da fare una gestione diversa. Non ho visto quel coraggio che tutti attribuiscono al Como. In quel frangente probabilmente si sono schiacciati troppo e hanno aspettato troppo. Non puoi permettertelo contro una squadra come l'Inter, perché prima o poi qualcosa succede. Credo che, per caratteristiche, avrebbero dovuto continuare a fare il loro gioco, magari andare alla ricerca del terzo gol piuttosto che amministrare.”

Più merito dell'Inter o demerito delle inseguitrici, che probabilmente non hanno saputo opporsi nel modo giusto? In primis il Napoli, che per me rispetto a Milan e Juventus aveva qualcosa in più.

“È vero, il Napoli ha dovuto fare i conti con periodi in cui sono mancati giocatori importanti e lì probabilmente si è giocato lo scudetto. Sicuramente meriti all'Inter, ma forse ci sono anche demeriti delle inseguitrici, che avrebbero dovuto opporsi con maggiore forza.”

Le inseguitrici erano guidate da allenatori come Antonio Conte e Massimiliano Allegri, che negli ultimi quindici anni insieme hanno vinto tantissimo. È stata la vittoria del nuovo che avanza, cioè Christian Chivu?

“Io credo che lui sia stato bravo fin dall'inizio a lavorare su quello che ha trovato. È ripartito da una squadra che sapeva già vincere e piano piano ci ha messo del suo, anche in maniera importante. Però è stato molto intelligente nel proseguire un lavoro che aveva già dato frutti. Sul fatto che sia già un grande allenatore lo dirà il tempo, secondo me è ancora prematuro dirlo. Però sta facendo un lavoro importante: finale di Coppa Italia, vittoria del campionato,i risultati parlano. Aspettiamo però prima di consacrarlo definitivamente.”

Lei ha indossato sia la maglia dell'Inter sia quella del Napoli: se in casa nerazzurra attendiamo di consacrare il lavoro di Chivu, in casa partenopea possiamo individuare qualche problema nella stagione affrontata da mister Conte? Ci sono anche dei meriti?

“È stata un'annata complicata. Quando ti vengono a mancare giocatori importanti come Stanislav Lobotka, Giovanni Di Lorenzo e Alessandro Buongiorno in vari momenti, non è semplice gestire una stagione così. Il Napoli ci ha provato fino alla fine, ma probabilmente non era l'anno giusto. Non so se ci siano state anche problematiche interne che l'anno scorso non c'erano. Anche quella sfuriata di Conte di qualche mese fa ha portato alla luce delle difficoltà, poi magari risolte, ma sono strascichi che ti porti dietro e che non aiutano.”

Si riferisce al post Bologna, prima della sosta per le nazionali, quando Conte sbottò in conferenza stampa? Era evidente che ci fosse qualcosa che non andava?

“Sì, era evidente. Quando vai davanti alle telecamere e fai dichiarazioni di quel tipo, significa che qualcosa non funziona. Non so se poi sia stato risolto del tutto, ma sicuramente qualche problema il Napoli quest'anno lo ha avuto, non solo dal punto di vista degli infortuni ma anche nella gestione del gruppo.”

Da ex calciatore ed oggi allenatore, vive il calcio a 360 gradi. È d'accordo con me se le dico che alcuni allenatori, come Antonio Conte, godono di una certa protezione mediatica? Un altro allenatore, con quanto accaduto a Napoli tra infortuni e dichiarazioni, sarebbe stato messo alla gogna.

“Non sei il primo a dirlo. Se fosse così, credo che sia un merito che si è guadagnato sul campo. Però non credo che abbia una vera protezione. Piuttosto, lui è molto bravo nei momenti di difficoltà: si chiude, ma allo stesso tempo attacca a livello mediatico. Sa comunicare, sa esporsi e dire le cose come stanno. Molti tendono a nascondere i problemi, lui invece li mette in evidenza, e non è una qualità da tutti. Poi può risultare anche antipatico a qualcuno, ma è un personaggio forte, e va accettato sia quando si vince sia quando non si vince.”

Sembra che per il secondo anno consecutivo si parli del futuro dell'allenatore in casa Napoli. L'anno scorso si è risolto con la permanenza di Conte: crede che anche l'anno prossimo il tecnico salentino sarà sulla panchina azzurra?

“Io credo che questa sia un'altra problematica che Napoli e Conte si portano dietro inutilmente. C'è un contratto e i contratti vanno rispettati. Il fatto che ogni anno ci siano dubbi sulla permanenza, secondo me, non aiuta la gestione del gruppo. Però ormai è una prassi consolidata. Credo però che questo possa essere l'anno del cambiamento. Il Napoli è comunque arrivato in zona Champions, che è un risultato importante, anche se nelle altre competizioni non ha reso come ci si aspettava. C'è un po' di delusione e penso che possa essere arrivato il momento di voltare pagina.”

Cosa sta accadendo ad Alessandro Buongiorno e se crede che il Napoli debba continuare a puntare su di lui?

“Sicuramente è un giocatore in difficoltà, ma è anche un giocatore di valore. Ha bisogno di ritrovare fiducia e magari anche di qualcuno che gliela trasmetta. Ha bisogno di essere aiutato, però resta un calciatore importante su cui il Napoli ha investito tanto. Credo che meriti un'altra chance, perché può diventare un giocatore importante anche per la Nazionale.”