Il commento di Mazzia: "Finalmente è tornata la società, l'anno prossimo si punterà allo scudetto. Ma non bisognerà vendere il blocco italiano"
"La Juve è rinata a marzo e ad aprile è tornata al quarto posto. Ora sì che può togliersi ancora qualche soddisfazione". Pensieri e parole di Bruno Mazzia, ex giocatore bianconero dal 1959 al 1962 e dal 1964 al 1966, che in esclusiva ai microfoni di TuttoJuve.com ha analizzato gli ultimi avvicendamenti in casa Juve e non solo:
Ora ci sarà la trasferta alla "Scala del Calcio" col Milan, che partita ti aspetti?
"Sarà una partita importante per entrambe le squadre, ma penso che i bianconeri affronteranno i rossoneri con la stessa voglia di vincere che hanno avuto nelle precedenti partite. Anche perché l'opportunità di salire al terzo posto è davvero troppo ghiotta da lasciar sfuggire così a cuor leggero".
E' una rosa da quarto posto, oppure si doveva puntare allo scudetto?
"La rosa è composta da buoni giocatori, di sicuro non adatta a vincere lo scudetto quest'anno ma può essere senza dubbio migliorata nel corso dell'estate. Sono sicuro che l'anno prossimo la Juve sarà lì a lottare per il titolo".
Prima della sfida col Bologna è arrivata l'ufficialità di Locatelli. Scelta giusta?
"Ho trovato ingenerose le critiche nei confronti di capitan Locatelli, che è un giocatore di rendimento su cui puoi fare sempre affidamento. Ha ancora davanti molti anni da protagonista con questa maglia, ho visto che ha rinnovato e sono stato molto contento di questo. Però, in generale, la negatività intorno a questi giocatori non mi sta piacendo".
A chi altro ti riferisci in particolare?
"Ho letto e sentito dei commenti poco carini su Gatti, come se si fossero già dimenticati del gol probabilmente decisivo segnato a Roma per la Champions. Anche Cambiaso è spesso criticato, ma è un giocatore che fa il suo in campo".
Citi solo giocatori italiani, o sbaglio? Stai sottintendendo qualcosa?
"Ci sono troppi stranieri, alcuni di questi poi non sono riusciti a rendere nemmeno per quanto sono costati. La Juve deve pensare a ricomporre un blocco italiano di spessore e lo dovrà fare senza cedere i giocatori italiani già presenti in rosa. Ora che poi c'è di nuovo una società".
In passato sei stato spesso critico nei riguardi della società, ora la tua idea è cambiata?
"Sì, perché finalmente si stanno ponendo delle basi molto solide. Erano stati troppi i cambiamenti in corsa di uomini e di progetti, ora con la conferma di Spalletti e dei giocatori chiave si sta puntando a costruire un qualcosa di importante. Sono contento anche che la dirigenza sia giovane e affamata".
Tornando al discorso precedente, Spalletti tempo fa invocava di far giocare un giovane a testa obbligatoriamente in modo da poter avere nuovamente un futuro tra i nostri giovani. E' questo il modo, a tuo parere, giusto per ottenere dei nuovi Alessandro Del Piero?
"I calciatori di categoria superiore come Del Piero non nascono tutti i giorni. Io partirei dai giovani di buona qualità, che in Italia ci sono, perché i top player come lui o Baggio nascono nelle piccole società e devono avere l'opportunità di poter fare strada. Tutti parlano del calcio giovanile, ma ci vogliono figure adatte a questo contesto come i maestri che ai miei tempi erano Locatelli e Parola. E' la qualità che devi insegnare, non il talento. Per questo ci vogliono gli insegnanti giusti, non i fuoriclasse".
Si ringrazia Bruno Mazzia per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.
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