Stramaccioni: "Ho stima di Sarri, ma a uno chef servono i suoi ingredienti. La vittoria allo Stadium nel 2012 è stata la vittoria dell'interismo"

28.02.2020 17:20 di Alessandra Stefanelli   Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Stramaccioni: "Ho stima di Sarri, ma a uno chef servono i suoi ingredienti. La vittoria allo Stadium nel 2012 è stata la vittoria dell'interismo"

Altra intervista per Andrea Stramaccioni, che in vista di Juventus-Inter parla anche ai microfoni di Sky Sport. L’ex allenatore dell’Inter è stato infatti il primo ad espugnare lo Stadium di Torino nel 2012: “La paragono al derby, grande vittoria dell'interismo. Per chi ha respirato l'Inter dal settore giovanile è stata più di una vittoria di campo. È stata una grandissima soddisfazione per me, in quella partita la personalità ha fatto la differenza, c’è stata una prova di forza. In quell’Inter c’erano tantissimi campioni e credo che questo sia stato po’ il segreto: credere e voler andare a vincere contro quella Juventus.

Sull’Inter: “Era un momento complicato, stavo finendo l’era di Moratti che rimarrà per sempre nella storia - ricorda Strama -. Quello che ha fatto l’Inter col Triplete in Italia nessuno è riuscita ad eguagliarlo, quella vittoria è stata un segnale forte e ora l’Inter ha un grande occasione. I meriti di oggi vanno divisi con Spalletti, che ha lasciato un’Inter abituata alla Champions e non va dimenticato. Conte e Marotta insieme ad Ausilio hanno portato qualità di personaggi abituati a vincere, poi gli investimenti hanno fatto il resto. Conte è uno dei migliori allenatori italiani di sempre. Credo che in questi ultimi anni mai l’Inter sia stata vicino alla Juve come ora, e che la Juve non sia mai stata così in difficoltà".

Sulla Juventus di Sarri: "Ho stima di Sarri, ma è uno chef cha ha bisogno dei suoi ingredienti per cucinare delle delizie. Quello che ha fatto vedere all’Empoli l’ha fatto vedere al Napoli e in parte al Chelsea: per ora i risultati sono dalla sua. Credo che non sia ancora tempo di processi, ma la sconfitta di Lione potrebbe portare ad un contraccolpo ambientale. Ile difficoltà per il gioco? Il primo esempio fu Conte con il 4-2-4 trovava difficoltà, cambiando poi nel 3-5-2 ha reso la Juve una macchina da guerra. Allegri è stato criticato per i cambiamenti ma ha sempre portato risultati. Sarri sta lavorando per questo ma non c’è ancora assimilazione di quello che lui vuole. La Lazio in lotta per lo scudetto? Non si possono che fare i complimenti, sono dell’altra sponda ma il lavoro di Inzaghi e il gruppo sono la forza dei biancocelesti. Hanno sofferto  e soffrono in alcune partite, ma riescono sempre a rimanere attaccati al risultato. L’uscita dall’Europa League gli ha dato un vantaggio per il campionato, molti giocatori potrebbero riposare di più. Per quanto riguarda la Roma io stimo Fonseca, ci sono state le uscite di Totti e De Rossi e servirà tempo per ricostruire, come è successo a me all’Inter. Certi leader non si sostituiscono facilmente, ma non mi addentro nel discorso tecnico”.