La serie A non ci sta, voleva Conte
La nomina di Roberto Mancini a commissario tecnico della Nazionale ha lasciato più di un malumore tra i club di Serie A, al di là delle qualità dell'ex ct campione d'Europa nel 2021, ciò che ha creato maggiore irritazione è stato il modo in cui la decisione è maturata. Secondo i rappresentanti delle società, la scelta sarebbe arrivata senza un reale confronto con chi rappresenta la componente più importante del calcio professionistico italiano. Il problema, dunque, non sarebbe tanto il nome di Mancini quanto il metodo seguito dalla FIGC.
La Serie A avrebbe preferito Antonio Conte
La convinzione di molti presidenti era chiara secondo Gazzetta. Per guidare la rinascita della Nazionale, il profilo ritenuto ideale era quello di Antonio Conte, allenatore considerato capace di trasmettere immediatamente mentalità vincente, intensità e organizzazione. L'orientamento favorevole a Conte era diffuso all'interno della Lega Serie A, ma alla fine Giovanni Malagò ha scelto di percorrere una strada diversa, affidandosi all'esperienza di Roberto Mancini.
Simonelli esprime il malumore
Il dissenso è stato manifestato nel corso del Consiglio Federale dal presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, il suo intervento ha sottolineato come la nomina del commissario tecnico rientri certamente nelle prerogative del presidente federale, ma allo stesso tempo abbia richiesto un maggiore coinvolgimento delle componenti federali, a partire proprio dai club della massima serie.Malagò ha spiegato che il cambio di rotta rispetto al precedente progetto sarebbe stato determinato dagli sviluppi degli ultimi giorni, rendendo impossibile un percorso condiviso.
Nonostante la delusione, la Serie A ha scelto di sostenere ufficialmente il nuovo corso federale, con una nota istituzionale, Simonelli ha rivolto gli auguri di buon lavoro a Roberto Mancini e Claudio Ranieri, sottolineando la necessità di affrontare questa nuova fase con spirito di collaborazione e unità. L'obiettivo comune resta quello di rilanciare il calcio italiano, evitando che le tensioni istituzionali possano compromettere il lavoro della Nazionale.
Una frattura che andrà ricucita
Il rapporto tra la FIGC e la Serie A, fino a poche settimane fa considerato molto solido, esce però inevitabilmente indebolito, i club ritengono di avere un ruolo centrale nello sviluppo del movimento e si aspettavano un coinvolgimento maggiore in una decisione così delicata.Per il momento nessuno parla di scontro aperto o di iniziative formali contro il presidente federale, ma il malcontento resta evidente e rappresenta un tema che potrebbe riemergere nei prossimi mesi.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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