Sentenza Ue, Abodi: “Indicazioni di rilievo”

Sentenza Ue, Abodi: “Indicazioni di rilievo”TuttoJuve.com
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di Fabio Moretti
La Corte di Giustizia Ue ridefinisce i limiti della giustizia sportiva: le sanzioni potranno essere annullate da un giudice statale se illegittime.

La pronuncia della Corte di Giustizia dell'Unione Europea sul caso che coinvolge Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene, legato all'inchiesta sulle plusvalenze, potrebbe avere effetti significativi sul funzionamento della giustizia sportiva, la decisione, infatti, introduce un principio destinato a incidere sul rapporto tra gli organi federali e la magistratura statale, secondo Gazzetta.

Le sanzioni sportive potranno essere contestate davanti a un giudice

Secondo quanto stabilito dai giudici europei, una sanzione disciplinare che impedisce a una persona di esercitare la propria attività professionale in tutti gli Stati membri dell'Unione deve rispettare criteri di legittimità e proporzionalità, per questo motivo, chi subisce un provvedimento di questo tipo deve poter ricorrere a un giudice indipendente che abbia la facoltà non solo di riconoscere un eventuale risarcimento del danno, ma anche di annullare la sanzione qualora venga ritenuta illegittima.

Il ruolo del Tar e il futuro della giustizia sportiva

La decisione della Corte europea non elimina l'autonomia della giustizia sportiva, ma ne ridefinisce i confini, sarà ora il Tar del Lazio a dover valutare se il Collegio di Garanzia dello Sport del Coni, ultimo grado della giustizia sportiva italiana, garantisca un controllo effettivo e indipendente, se tali requisiti saranno ritenuti soddisfatti, i procedimenti potranno continuare a concludersi all'interno dell'ordinamento sportivo, in caso contrario, potrebbe aprirsi la strada a un controllo più incisivo da parte della giustizia amministrativa.

Un risultato importante per Agnelli

La sentenza rappresenta un passaggio favorevole anche per Andrea Agnelli, che durante il procedimento sportivo aveva scelto di non ricorrere a soluzioni conciliative proprio per sostenere il principio della possibilità di un controllo esterno sulle decisioni della giustizia sportiva, l'ex presidente della Juventus potrà ora tornare davanti al Tar facendo leva sulle indicazioni fornite dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea.

Resta valido il principio di lealtà sportiva

La Corte, tuttavia, non ha messo in discussione uno dei pilastri del sistema disciplinare calcistico, rimane infatti pienamente valido il principio che consente alla FIGC di sanzionare comportamenti contrari ai doveri di lealtà, correttezza e probità, anche quando non esista una specifica violazione espressamente prevista dal regolamento. Di conseguenza, l'articolo 4 del Codice di Giustizia Sportiva della FIGC, richiamato anche nel procedimento relativo alle plusvalenze, continua a essere considerato compatibile con il diritto dell'Unione Europea.

Abodi: "Tutela piena per atleti e dirigenti"

Sulla decisione è intervenuto anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che ha accolto con favore i principi espressi dalla Corte. «Offre indicazioni di grande rilievo per l'intero sistema sportivo. In termini generali, non possiamo che condividere i principi affermati dai giudici europei: a tutti i tesserati, dagli atleti ai dirigenti, deve essere assicurata una tutela giurisdizionale piena ed effettiva, soprattutto quando sono in gioco diritti fondamentali tutelati dall'ordinamento giuridico».