Salandin: "Dybala condizionato da tante componenti"

23.09.2019 12:40 di Redazione TuttoJuve Twitter:    Vedi letture
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Salandin: "Dybala condizionato da tante componenti"

Torna come ogni mattina l'Editoriale su TMW Radio durante la 'Linea Diretta'. Ospite di oggi il giornalista di Tuttosport Stefano Salandin:

Sul Milan:
"La strada è tortuosa. Giampaolo è un allenatore a cui serve tempo, ma al Milan non ce ne è. Il mercato è stato poco logico e si capiva fin da subito. La squadra ha delle lacune, è praticamente la stessa squadra dell'anno scorso che con Gattuso non è arrivata al 4° posto. Inoltre giocava per come voleva Gattuso. Serve una vittoria che fa sbloccare la squadra, che dia coraggio e consapevolezza".

Sarri ha detto di scordarsi che la Juventus possa giocare come il suo Napoli...
"È una nostra pigrizia mentale. Bastava vedere il suo Cheslea, che già era diverso. Fa parte dell'intelligenza di un allenatore che deve adattarsi ai giocatori a disposizione. Mi avrebbe stupito il contrario, se avesse detto di fare il nuovo Napoli".

Il ruolo di Dybala?
"Deve stare vicino la porta. Più lo allontani, più tiene palla e rallenta il gioco: lo abbiamo visto tanto con Allegri. Se si avvicina ha il dribbling e un gran tiro, vede molto la porta. Il problema adesso è la sicurezza e la continuità, deve sapere che Sarri lo stima ed archiviare le voci di mercato. È condizionato da tante componenti".

Il Napoli è consapevole...
"Vincere aiuta a vincere. Llorente è un leader silenzioso e ha esperienza internazionale da vendere. Giocatori come lui fanno alzare tutti i livelli. Il Napoli deve avere continuità, non deve pensare di essere arrivato come in passato. Deve evitare questo errore e pensare che la maratona è lunga".

Immobile e Inzaghi ieri hanno discusso dopo il cambio, anche se la situazione è rientrata subito...
"Il problema di Inzaghi non è mai stata la gestione del gruppo quando trovare la continuità. Sono episodi che non dovrebbero succedere ma capitano, ci sta anche l'agonismo, stiamo parlando di giocatori di pallone che stanno sempre sulla corda. Immobile non è un cattivo ragazzo, l'ho conosciuto in Nazionale, anche se delle volte ha questa sindrome di accerchiamento ed è successo anche in azzurro. Deve gestire le emozioni un po' più da adulto, è un salto che deve compiere. Mancini lo apprezza ma non è il centravanti ideale per la sua Nazionale, dove fatica a trovare gli spazi".

Ieri il primo gol di Ribery in viola...
"Il gol è una gemma assoluta, ma non bisogna farsi condizionare nel fare il mestiere di critico. A turno c'è molta indeterminatezza, lo stesso Ribery condiziona molto i cambi e il gioco perché lo rallenta. A parte Ronaldo che è un fenomeno, gli altri a 36 anni fanno fatica. Non è un caso che possa giocare in Italia, un campionato molto lento e ce ne accorgiamo quando andiamo a giocare in Europa. Faticherà molto la Fiorentina, il centrocampo è lento e non protegge. Nota positiva è Chiesa, che è tornato a correre e ad avere voglia".

Ti sta piacendo Fonseca?
"Mi incuriosisce molto. Non lo vedo lavorare da vicino, ma sicuramente è interessante. Ha un'idea di gioco molto offensiva. C'è molta armonia nel gruppo, tutti vogliono aiutarsi mentre l'anno scorso c'era sempre molta tensione. Ci sono meno gruppettini sparsi, c'è unità di intenti e il che nella storia giallorssa è abbastanza raro. Lui piace allo spogliatoio e questo è un punto di partenza".