Sabatini: “Carnevali, Massara e Spalletti non stanno facendo le cose per bene. Se c’è bisogno di Kessie vuol dire che Thuram…”
Il mercato della Juventus non è ancora finito ma c’è chi non è del tutto convinto delle mosse bianconere. L'ambiente attorno al club torinese rimane vivacissimo e carico di aspettative per la nuova stagione, anche se alcune scelte strategiche continuano a sollevare accesi dibattiti tra addetti ai lavori e opinionisti. Il cantiere aperto a Torino, nonostante gli sforzi della dirigenza e dello staff tecnico per allestire un organico competitivo, non sembra convincere appieno tutti i critici, soprattutto alla luce degli ingenti investimenti effettuati nelle ultime sessioni.
Sandro Sabatini, intervenuto a Radio Sportiva, ha criticato Giovanni Carnevali, Ricky Massara e Luciano Spalletti: “Ha speso ancora per il terzo mercato consecutivo e ha speso un’enormità. E poi la Juventus deve aver speso un’enormità: si ritrova che cinque titolari sono ancora cinque titolari di prima, di tutta la rivoluzione. Non è che io ce l’avevo mica con Giuntoli e lo criticavo perché secondo me non faceva le cose fatte per bene; non ce l'ho con Comolli, ma lo criticavo perché, secondo me, non faceva le cose per bene. Tutto si può dire meno che io ce l’abbia con Carnevali, con Massara o con Spalletti, ma non stanno facendo le cose per bene. Che cosa significa questo? Che la Juventus, rispetto a tre anni fa, nella formazione titolare ha ancora cambiato Bremer, Locatelli, McKennie e Yildiz: cioè, mezza squadra titolare è ancora quella che c’era nella gestione, alla fine di Allegri, tanto per identificare il periodo. Dopodiché sono arrivati, sono stati spesi dei soldi per giocatori che adesso sono diventati da risorse a problemi. Ora arriva Kessie, che sì, va in secondo piano, e poi alla fine sento dire che non mette in secondo piano mica Locatelli. Sai, ho preso Kessie perché migliora Locatelli? No, mette in secondo piano Douglas Luiz, che l’avevi appena recuperato, quindi mette in terzo piano Koopmeiners, che non lo vogliono più neanche regalato. Ma soprattutto l’arrivo di Kessie, che è un buon giocatore e farà sicuramente bene, farà comodo alla Juventus, apre due interrogativi. Il primo: come sta Thuram? Perché io pensavo che Thuram fosse un titolare fisso, fosse un punto fermo della Juventus. Ma se continuo a non vederlo tra panchina e campo, nelle foto degli allenamenti, eccetera, io dico: ma che ha Thuram? Perché c’è bisogno di Kessie? Se c’è bisogno di Kessie, non sta dando garanzie per il futuro. E il secondo è: arriva Kessie, arrives Sørloth? È difficile, però vedremo.”
I dubbi sulle risorse, l'effetto Next Gen e le cessioni illustri
La riflessione proposta dal giornalista tocca infatti tasti estremamente delicati, che vanno ben oltre la singola operazione d'entrata o d'uscita. La gestione economica e la sostenibilità del progetto sportivo rappresentano un nodo centrale nell'analisi del momento bianconero, spingendo la piazza a chiedersi quali saranno le effettive garanzie per il futuro immediato.
“Addirittura hanno speso 18 milioni per Ekhator appena iniziata l’estate, adesso stiamo cercando di darlo via in prestito. Ci sono tutti i giocatori che non se ne vanno, cioè è una situazione difficile in cui Carnevali e Massara stanno facendo il possibile. Secondo me non hanno fatto il massimo, però… E c’è poi un dato che è molto significativo. Attenzione a quello che vi sto dicendo: alla fine la Juventus come se l’è finanziato tutti questi mercati? Vendendo i giovani, i giovani creati dalla Next Gen della gestione Andrea Agnelli e Cherubini. Adesso sono finiti, perché sono andati via Barrenechea, Huijsen, perfino Savona ieri è andato via, anche Miretti era l’ultimo. È rimasto solo Yildiz. È rimasto solo Yildiz. Non vorrei che, per finanziare il prossimo mercato, poi dici: qui che si fa? Tocca vendere Yildiz. Attenzione a quello che sta succedendo”, ha spiegato Sabatini.
Tra passato e futuro: il bilancio della nuova gestione bianconera
In un panorama calcistico sempre più competitivo, bilanciare l'esigenza di risultati immediati con la tenuta finanziaria rimane una sfida complessa. Il passaggio da un modello basato sul vivaio a uno che richiede innesti pronti mette alla prova la visione complessiva della società, lasciando aperti diversi interrogativi su come verrà condotta la squadra nel medio e lungo periodo.
“Poi non è una mia critica, è cronaca, è un commento, perché capisco anche che quando inizi a scavare nelle voragini che sono state fatte nelle gestioni passate, nel mercato, poi adesso ci metti Carnevali e Massara. Sì, ho capito, ma non sono mica la Casa di Carta, capito? Non sono mica il Professore della Casa de Papel, che riesce a fare un tesoro dove il tesoro non c’è più. E quindi capisco anche che, siccome la Juventus poi deve vincere, non puoi usare la politica dei giovani. Ecco che arriva Kessie, ecco che arrivano delle situazioni che a me lasciano abbastanza perplesso, nel senso che la Juventus è destinata a migliorare nettamente il posto in classifica dell’anno scorso, però restare in una situazione in cui deve avere fiducia quotidiana, fiducia settimanale nel lavoro fatto, questo è abbastanza anacronistico per la Juventus, che aveva fatto invece della programmazione, durante il periodo di Andrea Agnelli, la sua arma vincente”, ha concluso Sabatini.
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