Ricorso di Renato Miele al Tribunale federale: contestate le candidature di Malagò e Abete

Ricorso di Renato Miele al Tribunale federale: contestate le candidature di Malagò e AbeteTuttoJuve.com
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di Marta Salmoiraghi
Renato Miele presenta ricorso al Tribunale nazionale federale dopo l’esclusione dalla corsa alla presidenza Figc. Nel mirino le candidature di Malagò e Abete

Renato Miele, ex calciatore della Lazio e oggi avvocato, ha presentato ricorso al Tribunale nazionale federale dopo l’esclusione dalla corsa alla presidenza della Figc. La sua candidatura, infatti, non è stata ammessa per il mancato accredito da parte di una delle componenti federali.

Nel ricorso, come apprende l’ANSA, Miele contesta non solo la propria esclusione ma anche l’ammissibilità delle candidature di Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, entrambi candidati alle elezioni Figc in programma il 22 giugno.

“Non voglio entrare nel dettaglio del ricorso depositato oggi prima di avere riscontro dalla controparte, ha spiegato Miele, ma oltre al fatto che il no alla mia candidatura sia ‘contra legem’, nella mia istanza sottolineo come siano inammissibili anche le candidature di Abete e Malagò”.

Tra i punti centrali del ricorso c’è la presunta ineleggibilità di Malagò legata alla normativa della legge Severino e al cosiddetto “cooling off period” o pantouflage. Sul tema è stata presentata anche un’interrogazione parlamentare al ministro per lo Sport Andrea Abodi da parte del senatore della Lega Roberto Marti.

“Uno dei motivi per cui ho fatto ricorso è che, nonostante la mia richiesta, non ho avuto accesso agli atti relativi all’ammissione degli altri candidati”.

L’ex calciatore ha poi criticato il sistema di accreditamento previsto dallo Statuto federale: “Le norme che prevedono un accreditamento dall’interno vanno contro i principi fondamentali del Coni, contro la Costituzione, la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e il Codice Civile”.

Infine, Miele ha ribadito la propria posizione sulla candidatura di Malagò: “Nel mio ricorso sostengo che ci sia un motivo ancora più rilevante rispetto al pantouflage: la candidatura di Malagò è, a mio avviso, inammissibile. E, norme alla mano, sono convinto che sia inammissibile anche quella di Abete”.