Ravezzani: "Il caso City dovrebbe insegnare qualcosa. Visto che la Juve con Calciopoli..."
Il giornalista Fabio Ravezzani, sui propri canali social, ha parlato del caso Manchester City, ritenuto colpevole di 115 capi d'accusa per aver violato le regole finanziarie della Premier League. E ha sottolineato: "Questa inchiesta è partita nel 2018 ed è arrivata a compimento nel 2026, cioè ci sono voluti otto anni di indagini serie, sviluppate, per arrivare a una sentenza che ancora non è stata poi trasformata in una condanna, ma una sentenza di colpevolezza su 115 violazioni che sono state seguite con la massima attenzione da un pool di giuristi della Premier League. Questo perché? Perché quando ci sono in ballo delle sanzioni sportive che hanno un impatto così importante sulla società è doveroso dire che serve il tempo necessario per capire bene che cosa è successo per permettere anche a chi è accusato di imbastire la difesa. Voi ricorderete quello che accade nel 2006 dove in poco tempo vennero prese delle decisioni pesantissime, la più pesante riguardo la Juventus senza che gli avvocati di difesa avessero sostanzialmente neanche avuto il tempo di leggere tutte le carte dell'accusa, una specie di obrobrio giuridico da questo punto di vista. Per di più, e questo va detto sempre, alla Juventus si è trovata una situazione del tutto analoga anche sulla vicenda Plusvalenze che ha impattato in maniera devastante sulla Juve con 10 punti di penalizzazione che impedirono al club di partecipare alle coppe sia Champions che Europa League con un danno stimato intorno ai 100 milioni di euro".
E Ravezzani ha aggiunto: "La giustizia non ha mai il dovere di essere veloce, ha il dovere di essere giusta. Ecco perché quando si è arrivati velocemente a delle sentenze pesantissime che hanno ferito, lo ricordo, non soltanto i club ma milioni di tifosi che si sono sentiti veramente turbati, feriti, distrutti a volte dalle decisioni della giustizia sportiva non si può raccontare se 'forse abbiamo sbagliato, forse non era proprio così, ma sai dovevamo fare in fretta perché bisognava fare immediatamente le griglie della Champions oppure vedere chi poteva partecipare al campionato o no'. No, non è così e non potrà essere così. In questo la Premier inglese ha dato un'azione fondamentale che vale per quello che è successo alla Juventus ma vale anche in futuro per quello che potrebbe succedere a tutti gli altri club. Una giustizia sportiva ha il dovere di essere attenta e giusta quanto, per certi versi, a volte anche più visto che si tratta poi di violazioni molto più sottili e di equilibri molto più delicati di quanto sia la giustizia ordinaria".
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