Ranieri festeggia 100 giorni da presidente del Club Italia: "Ringrazio Zola, Viscidi e Milani"

Ranieri festeggia 100 giorni da presidente del Club Italia: "Ringrazio Zola, Viscidi e Milani"TuttoJuve.com
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di Fabiola Graziano

A cento giorni esatti da Presidente del Club Italia, Claudio Ranieri ha rilasciato un'intervista esclusiva a Sky Sport, in cui si è soffermato sull'importanza del lavoro sui settori giovanili del calcio italiano.

Le dichiarazioni di Ranieri

"Il presidente del Club Italia lavora tanto, ma mi riempie le giornate. Il lavoro è minuzioso, è tanto: se vi ricordate, io avevo detto che vedevo due aspetti da migliorare. Il primo era proprio il settore di base, i bambini dai 5 ai 13 anni. Il secondo, l’imbuto che si crea per i ragazzi di 18-20 anni, che non riescono a entrare nel settore professionistico. Dobbiamo fare dei percorsi psicopedagogici adatti a bambini di 5-6-7 anni. Servono persone idonee, non basta soltanto il maestro di calcio. 

L'imbuto come si allarga? Sono idee da sviluppare tutti insieme. In Primavera giocano ragazzi già grandi, ma per me devono arrivare a 18 anni. In Serie C c’è il minutaggio: proviamo a introdurlo anche in Serie B. I ragazzi che hanno finito la Primavera devono fare il salto, non so come, ma dobbiamo aiutarli. Fino al 2024 c’era il decreto crescita: facciamolo per i giovani, in modo che possano giocare. Solo il calcio non può farlo, bisogna che tutte le istituzioni e il governo facciano qualcosa. 

Come ha lavorato? Abbiamo fatto molti incontri con tutte le componenti, dalla Serie A al settore giovanile e scolastico. Stiamo portando avanti un progetto pilota, che partirà dai primi di gennaio fino a giugno, per poi essere pronti con la nuova annata. 

Che respiro ha? Totale. Perché da questo progetto pilota poi parleremo tutti la stessa lingua.

Se ho letto il progetto di Mancini e Leonardo? Non l’ho letto, sono sincero. Quando entri nei meandri del calcio, vuoi avere la tua visione e il tuo modo di operare. E poi non sono solo, mi avvalgo di persone importanti: da solo non sarei riuscito a fare nulla, devo ringraziare Zola, Viscidi e Milani. 

Se ho già parlato con Galliani? No, io ho parlato solo con Malagò. Sono uomo di campo, non mi voglio occupare di altre cose. Il progetto è valido, può partire: Maldini parlava di 8-10 anni e io condivido. Noi possiamo guardare a quello che ha fatto il tennis: io vorrei allenare i formatori di base. 

Professionalizzare la formazione è la chiave? Sì, dobbiamo imparare a tornare a quello che facevamo una volta. Gli allenatori sono bravi, però si dimenticano del bambino, che invece deve essere al centro del progetto. Bisogna insegnargli tutto: è il calcio situazionale, che è quello che facevamo da bambini all’oratorio. Prendevamo la palla e volevamo dribblare tutto.

Se esiterà un metodo Ranieri? No, per l’amore di Dio. Scordiamoci il metodo Ranieri: siamo italiani, dobbiamo fare le cose che siamo bravi a fare".