Pasqualin: "Dubbioso su un mercato extralarge. Il calcio deve fare di tutto per completare la stagione"

02.04.2020 12:50 di Rosa Doro Twitter:    Vedi letture
Pasqualin: "Dubbioso su un mercato extralarge. Il calcio deve fare di tutto per completare la stagione"

L’avvocato Claudio Pasqualin è stato intervistato da TorinoGranata.it e ha parlato della situazione del calcio italiano:

l campionato potrà riprendere e in che modo?
“Mi auguro di sì. Secondo me, il calcio deve protendere con ogni mezzo, con ogni sua cellula a far sì che si riesca a completare questa stagione. So che sono di parere assolutamente opposto a quello, molto più autorevole e potente, del presidente, non solo del Toro ma anche di Rcs, Urbano Cairo. Io sono per rispettare le esigenze generali del calcio che sono altre rispetto a quelle di mollare tutto e subito. Ovviamente c’è una premessa, infatti, la speranza di riprendere il campionato e arrivare ad assegnare lo scudetto e le retrocessioni sia compatibile con le esigenze di salute non solo dei calciatori, ma di tutti noi. Abbiamo bisogno del calcio, anche per distrarci un po’. Che sia a porte aperte o chiuse vedremo, ma l’auspicio è che si giochi. Cairo è fra i più autorevoli a dire che bisogna finire qui, ma non valuta, forse, quella componente di sportività, bel concetto di cui si parla molto, che ci deve essere rispetto a quello di “economicità” e della salute, quest’ultima prioritaria su tutto. Siamo in un ambiente sportivo e allora perché dobbiamo annichilire gli esiti delle partite disputate fino ad oggi? Perché dobbiamo umiliare le legittime ambizioni della Juventus piuttosto che della Lazio o dell’Inter di vincere lo scudetto o quelle di salvarsi del Brescia, della Spal e del Lecce, che se il campionato finisse qui sarebbero invece retrocesse? Perché dovremmo decidere a tavolino? Non voglio dire che si debba immaginare addirittura, come se le esperienze passate non fossero servite, di avere il prossimo anno una Serie A a 22 squadre. Secondo me bisogna cercare in tutti i modi di uscirne portando a termine con correttezza sportiva il campionato e superando i conseguenti problemi di natura giuridica come quello del prolungamento dei contratti dei calciatori, che com’è noto scadono il 30 giugno, utilizzano lo strumento dell’accordo collettivo che in quanto tale ha un’efficacia erga omnes e, quindi, vale per tutti. Se seguiamo la falsa riga di ciò che ha detto Tommasi (presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, ndr) e delle trattative individuali allora non si può neanche volendo trovare una soluzione per cui servono decisioni forti come quella di un accordo collettivo”.

C’è un limite invalicabile per concludere questa stagione in modo da non andare a sconvolgere anche la prossima?
“Il limite è l’inizio della nuova perché i calciatori hanno già detto che sono disposti a rinunciare di fatto alle vacanze, non dico le ferie perché molti le hanno già godute in questo mese in quanto molte società li hanno messi appunto in ferie. Se si giocasse in estate, non ci sarebbe bisogno dei ritiri o si potrebbero ridurre temporalmente al minimo. Si tratta di soluzioni estreme perché se gli allenamenti riprendessero ai primi di maggio e se poi a metà mese ripartisse il campionato, anche se si tratta di un’ipotesi ultra ottimistica ma nessuno impedisce di sperarlo, allora il campionato finirebbe addirittura entro giugno. Se, invece, si riprendesse dopo allora vedremo di quanto si sforerà. Per me l’imperativo è arrivare ad assegnare i tutoli e a premiare i valori conseguiti sul campo, anche se alla ripresa si tratterà di un altro campionato perché la sosta forzata inciderà, ma lo farà per tutti. Fortunati saranno quelli sui quali inciderà in positivo e pazienza per quelli sui quali inciderà negativamente. Questi ragionamenti sono complicati rispetto alla necessità che ha il calcio di ripartire quanto prima, di ricominciare a vedere un certo movimento anche economico attorno a sé. Come l’araba fenice risorge dalla proprie ceneri così il calcio deve ripartire quanto prima. Prima che inizi la nuova stagione c’è del tempo e spero ardentemente che ci sia lo spazio per continuare questa stagione e finirla. Sono confortato e anche un po’ sorpreso dall’atteggiamento della Federazione che, secondo me, è in linea con il settore che gestisce e che in passato non sempre lo è stata”.

Il calciomercato andrebbe compresso fra la fine di questa stagione e l’inizio della prossima oppure dilatato come ha ipotizzato la Fifa?
“Per l’esperienza che ho, so che gli affari si fanno sempre alla fine, ma so anche che appunto la Fifa è orientata a fare un mercatone aperto fino al 31 dicembre con poi ovviamente l’esclusione di quello di gennaio. Sono molto dubbioso e perplesso sull’efficacia di questa soluzione, anche se so che ci potrebbero essere dei lati positivi come la possibilità, avendo una spazio temporale maggiore, di aggiornare le rose e di fare le cose per bene. Però, so anche che inizierebbero i mal di pancia dei giocatori alla terza panchina di fila che li porterebbe a flirtare con altre società e questo a campionato in corso non è il massimo e non solo dal punto di vista etico perché tutti i protagonisti devono essere corretti. Va considerato anche che in un tale contesto diventerà sempre più centrale il ruolo di chi gestisce i calciatori".