Pagnoni: "La Signora si taglia gli stipendi e mette così in imbarazzo il sindacato dei calciatori"

30.03.2020 14:20 di Rosa Doro Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Pagnoni: "La Signora si taglia gli stipendi e mette così in imbarazzo il sindacato dei calciatori"

Nel suo editoriale per Il Giornale, Elia Pagnoni ha parlato del taglio stipendi annunciato dalla Juventus: "È sempre stato il sindacato più anomalo del mondo, ma adesso quello dei calciatori rischia anche di finire in fuori gioco, messo in imbarazzo dall’accordo “aziendale” trovato tra la Juventus i suoi dipendenti. Accordo gestito addirittura da Giorgio Chiellini che dell’Associazione Calciatori è anche un dei membri più autorevoli. La Signora dunque si taglia gli stipendi: Cristiano Ronaldo e compagni rinunceranno a quelli dei mesi di inattività che li dividono dal ritorno in campo. Si parla di marzo, aprile, maggio e anche giugno: evidentemente a Torino sono più realistici che ad altre latitudini e sanno che difficilmente questa stagione si concluderà. Ma la mossa bianconera, che consentirà al club di Agnelli di risparmiare una novantina di milioni, potrebbe fare da volano per gli altri club della serie A: gli accordi “aziendali” potrebbero essere una soluzione per molti, in attesa che il sindacato di Damiano Tommasi si dia una mossa, che esca dalla nebbia e cominci ad affrontare il tema, inevitabile, con le leghe. E qui potrebbe saltar fuori il rovescio della medaglia, perché, perso il peso politico ed economico degli juventini, col rischio di perderne per strada altri, altrettanto pesanti, come farà l’Aic a fare le barricate per salvare gli stipendi e le posizioni dei calciatori di serie B o serie C, quelli da 2-3000 euro al mese? I ritardi di Tommasi potrebbero costare cari al sindacato che forse dovrebbe ormai rendersi conto che non ha più senso un carrozzone onnicomprensivo che va dalle superstar ai dilettanti. Qui, più che preoccuparsi dei tagli di ingaggi da 10, 20, 30 milioni a stagione, è a rischio quel calcio che ogni anno vede saltare i piccoli club perché non ce la fanno a pagare gli stipendi. Il calcio italiano è pieno di fallimenti, adesso rischia di aggiungersi anche quello dell’Aic".