Montesano: "Non nascono più i Totti e i Del Piero? Se noi li andiamo a pescare in Africa..."

Montesano: "Non nascono più i Totti e i Del Piero? Se noi li andiamo a pescare in Africa..."TuttoJuve.com
© foto di Federico Serra
Oggi alle 17:10Altre notizie
di Alessandra Stefanelli

Intervistato da Soccermagazine.it, l’attore Enrico Montesano ha analizzato così il momento delicato vissuto dal calcio italiano: “Vincevano le stesse squadre anche 40 o 50 anni fa, cioè Inter, Milan, Juventus, con rarissime eccezioni. Io ricordo la festa quando a vincere lo Scudetto fu la Fiorentina, ero ragazzino. Toccò anche al Verona, alla Lazio, alla Roma, al Napoli, ma erano eventi straordinari. Era un calcio diverso, ancora c’erano i presidenti italiani che rischiavano anche in proprio, come Umberto Lenzini, presidente del primo Scudetto laziale, o anche i Moratti. Non è cambiato il calcio, è cambiato il mondo. In peggio! (ride, ndr)”.

Lo Scudetto di quest’anno sembrerebbe ormai appannaggio dell’Inter. Chi vede favorito invece per l’anno prossimo?
"Dipende dal denaro. Qui ha ragione Sarri. A meno che uno non abbia 100 milioni da spendere sul mercato… Il Milan quanto avrà da spendere? La Juventus, il Napoli? Sono queste le squadre che hanno maggiori risorse, no? Non ho la palla di vetro, ma spero sempre che esca fuori una sorpresa. Prendiamo ad esempio il Como, che è l’unica squadra “straniera” che gioca in Italia. Mi piace come gioca, mi diverte molto vedere il Como, è bellissima come squadra, ma non c’è un italiano. Il presidente è indonesiano, esce da un libro di Salgari. Per carità, sono bravissimi, hanno molte risorse economiche, Como è una città bellissima sul lago, è una vecchia società di grande tradizione, però veramente sembra la prima squadra straniera in Italia. Dipende dalle risorse e questo non mi piace molto, è un calcio un po’ drogato".

Negli ultimi anni il calcio sembra cambiato su più fronti. Sono state modificate diverse regole storiche, sono nate addirittura nuove competizioni e soprattutto mancano bandiere e fenomeni. Che spiegazione si è dato al fatto che oggi non nascono più i Totti e i Del Piero?
"Eh, ma se noi li andiamo a pescare in Africa… a me risulta che in Serie D ci sono ragazzi fortissimi, ma c’è troppa corruzione. E dove ci sono raccomandazione e corruzione il merito non viene premiato. E questi ragazzi forti, valenti non trovano squadra, e poi si demoralizzano e smettono, vanno a fare un altro mestiere. Sono finiti i bei tempi.

Giacomo Losi, che ha allenato per un po’ di tempo la Nazionale calcio degli attori quando c’ero ancora io, mi raccontò di una volta in cui arrivò una telefonata al centralino del bar del paese perché lì nessuno aveva il telefono e andarono a chiamarlo in bicicletta: “Giacomino, ti cercano da Roma!”. E lui non ci voleva credere, rispondeva: “A me?”. Nella provincia lombarda si trovava questo ragazzo fortissimo, che giocava terzino, poi è diventato il grande Giacomo Losi. E sto parlando di un giocatore della Roma perché quando uno è campione è campione, non c’è colore.

È finito quel mondo lì in cui Giorgio Chinaglia da Cardiff va all’Internapoli, poi Sbardella lo porta alla Lazio. Ma se c’è troppa corruzione, il talento non esce. Si dà privilegio a chi dà i soldi. Non voglio essere così cinico, ma mi hanno detto che accade questo in maniera sempre più diffusa. Non sarà questo che impedisce al talento di uscire? Io faccio il teatro, ne parlo da tifoso. Io amo il calcio, ma devo dire la verità: ecco, raramente adesso mi diverto. Si è involuto, lo trovo abbastanza noioso”, ha concluso.