Mondiali, Mbappè: "La Francia ha tanta qualità. Mi spiace per l'esclusione dell'Italia"
A pochi giorni dall'inizio del Mondiale 2026, Kylian Mbappé si prepara a vivere il terzo capitolo della sua storia nella competizione che più di ogni altra ha segnato la sua carriera. Protagonista del trionfo della Francia nel 2018 contro la Croazia e autore di una memorabile tripletta nella finale persa contro l'Argentina nel 2022, il fuoriclasse francese guarda al nuovo appuntamento iridato con serenità e determinazione.
Intervistato da Sportweek, il capitano della Francia ha respinto il peso delle aspettative che accompagnano la sua nazionale. “C'è molta pressione, ma io sono tranquillo. Non vivo questo Mondiale in questa prospettiva. Lo considero un'altra occasione per rappresentare il mio Paese nella competizione più importante del calcio e probabilmente dello sport mondiale. Indossare la maglia della Francia e guidare la squadra da capitano è motivo di grande orgoglio”.
Mbappé, oggi stella del Real Madrid, sa però che il talento da solo non basta. “La gente si aspetta molto da noi, ma non dobbiamo commettere l'errore di sentirci già vincitori prima ancora di scendere in campo. Abbiamo un gruppo straordinario e credo che possiamo fare grandi cose”.
La Francia farà il suo debutto al Mondiale martedì 16 giugno 2026 alle ore 21 contro il Senegal, primo ostacolo di un percorso che i Bleus sperano possa portarli fino in fondo.
"Francia con tanta qualità nonostante gli esclusi"
Uno dei punti di forza della selezione guidata da Didier Deschamps è la profondità della rosa. Nonostante alcune esclusioni eccellenti, tra cui Eduardo Camavinga e Pierre Kalulu, Mbappé sottolinea l'altissimo livello del gruppo: “È una fortuna poter contare su così tanta qualità. Chi entra in campo mantiene lo stesso standard di rendimento. Lo abbiamo visto nelle amichevoli, nelle quali abbiamo schierato formazioni completamente diverse senza abbassare il livello. Naturalmente, però, le amichevoli non fanno vincere un Mondiale”.
L'attaccante si è poi soffermato sul significato personale del suo ruolo all'interno della nazionale. “Essere capitano è un grande onore e rappresenta bene ciò che è la Francia, un Paese capace di formare e valorizzare i giovani talenti fino a portarli ai massimi livelli. Da bambino sognavo la maglia della nazionale, ma non arrivavo a immaginare di diventare capitano. Non bisogna esagerare...”, ha scherzato.
Infine, una riflessione sulla sua esperienza in maglia francese: “Oggi sono il giocatore con più presenze in nazionale e questa cosa mi sorprende ancora. Sembro un veterano, ma non mi considero tale”.
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