Mondiali 2026, Gozi: "Infantino predica neutralità ma chiude gli occhi sui diritti"
“Le parole del presidente FIFA Gianni Infantino sono sconcertanti. Mentre invoca un calcio ‘neutrale’ e si dice contrario a ogni esclusione di Paesi in guerra, evita accuratamente di rispondere a una questione concreta e urgente: quali garanzie reali esistono oggi per la sicurezza, i diritti e lo Stato di diritto di tifosi, atleti e delegazioni che parteciperanno ai Mondiali 2026 negli Stati Uniti?”.
E’ quanto afferma Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito Democratico Europeo, ricordando che “da settimane abbiamo inviato una lettera formale a FIFA, UEFA, Commissione europea e autorità statunitensi chiedendo impegni scritti, vincolanti e verificabili su visti, controlli di frontiera, tutela legale e diritti fondamentali. A quella lettera non è arrivata alcuna risposta. Il silenzio di Infantino parla più delle sue dichiarazioni”.
“È paradossale – prosegue Gozi – che il presidente della FIFA si erga a difensore dell’universalismo sportivo mentre ignora i rischi concreti di arbitrarietà, discriminazione e assenza di tutele che oggi gravano sui cittadini europei. Non si può chiedere al calcio di ‘tenere aperti i ponti’ se poi si accetta che milioni di tifosi possano essere esposti a controlli opachi, respingimenti discrezionali o pratiche incompatibili con lo Stato di diritto”.
Gozi sottolinea inoltre che “non siamo soli: sempre più federazioni e istituzioni europee stanno sollevando gli stessi dubbi. La credibilità delle competizioni internazionali non si difende con frasi retoriche, ma con regole chiare e garanzie effettive”.
“La FIFA - conclude - deve scegliere da che parte stare. O continua a fare politica senza assumersene la responsabilità, oppure prende sul serio i propri impegni su diritti umani e legalità. Senza risposte concrete, le parole di Infantino restano vuote. E il rischio è che il calcio, invece di unire, finisca per legittimare ciò che dice di voler evitare”.
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