Malagò rompe gli indugi: "Nuovo Ct entro una settimana". L'annuncio che può cambiare il futuro dell'Italia

Malagò rompe gli indugi: "Nuovo Ct entro una settimana". L'annuncio che può cambiare il futuro dell'ItaliaTuttoJuve.com
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di Benedetta Demichelis
Malagò fissa i tempi per il nuovo Ct dell'Italia: entro una settimana la decisione. Il presidente FIGC parla anche di sponsor e modello Francia

Giovanni Malagò ha presieduto oggi il suo primo Consiglio federale da presidente della FIGC. Al termine della riunione ha incontrato i giornalisti, affrontando i principali temi dell'attualità del calcio italiano. Dalla scelta del nuovo commissario tecnico alla figura del direttore tecnico, passando per il progetto di rilancio del Club Italia e il ruolo degli sponsor, il numero uno della Federazione ha tracciato la linea che intende seguire nei prossimi mesi. L'obiettivo è definire rapidamente il nuovo assetto tecnico e dare stabilità al progetto azzurro dopo settimane di riflessioni. Malagò ha ribadito la volontà di costruire una struttura solida, nella quale le decisioni siano condivise e orientate al futuro del movimento calcistico italiano. Ecco le parole di Malagò riprese da Tmw: "Sono scaramantico e mi considero fortunato, nella tradizione della FIGC questo Consiglio Federale che segna la divisione tra le due stagioni, per la prima volta dopo diversi anni non ha avuto discussione riguardo società che non hanno rispetto i parametri di iscrizione. È sempre imbarazzante interrompere una storia calcistica con un voto in Consiglio Federale, si evita così anche la graduatoria sulle possibili squadre ripescate. Questa mattina ho ricevuto la chiamata dal presidente Atelli che mi ha comunicato alle 11 che la Commissione ha dato il via libera all’iscrizione di tutte le società di Serie A, Serie B e Lega Pro". 

Perché sono storicamente più a rischio le società di Lega Pro?
"Io farei questa domanda ad alcuni di voi. Non perché hanno meno incassi, ma perché nove di queste 57 società arrivano dai dilettanti. Hanno regole più rigide e oneri contributivi enormi che portano un aumento dei costi. Una società che ha vinto un girone di Serie D in poche settimane deve portare una documentazione importante. Rimane una sola casella da riempire che riguarda la Ternana (la cui affiliazione era stata revocata, ndr), adesso la Commissione dovrà valutare chi ha i requisiti migliori per prenderne il posto e si andrà su valutazioni nazionali. C’erano anche tre società sub iudice della Serie B femminile e hanno avuto tutte il via libera".

Sono stati eletti i nuovi vicepresidenti.
"Mi sono permesso di fare una proposta per la loro nomina. Il vice presidente vicario sarà il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli, e l’altro vice presidente è il presidente dell’Assocalciatori Umberto Calcagno. Ho parlato dell’incontro col Ministro Abodi, ci sarà un secondo incontro nella giornata di venerdì e questa disponibilità e complicità è importante, entrambi abbiamo tempistiche strette tra ambiente politico e sportivo. Ci saranno due stagioni sportive per noi, mentre il Governo ha una scadenza a ottobre 2027".

Novità per quanto riguarda il commissario tecnico?
"Vi posso ribadire quanto detto precedentemente, non ho parlato al telefono né ho contattato nessuna persona fino ad ora. Mi sono imposto che questo deve avvenire dopo che verrà individuata la casella del direttore tecnico, che potrebbe essere congiunta e abbinata con quella della Presidente del Club Italia. Ho fatto questo discorso perché penso che questa sia una grande responsabilità politica, c’è tanta voglia degli italiani di avere qualcuno con esperienza nella materia e che condivida con il Presidente della Federazione la scelta del commissario tecnico. Non so dirvi se sono vicinissimo o meno, ma ci sto lavorando tantissimo. Non smentisco, né me la sento di confermare alcun nome. Non voglio congetture che possano complicare le opzioni a disposizione. C’è stata una dichiarazione da parte di Ezio Simonelli che dovrà essere poi confermata all’interno dell’Assemblea della Lega, con la Serie A che si è detta disponibile a individuare una forma di sostegno e di supporto. Questa è una cosa che ho molto apprezzato, sia a livello politico che sportivo. C’è stata molta compartecipazione. Oggi mi è arrivata una nota con un riassunto di dati degli spettacoli sportivi, segnano un argomento chiarissimo e impressionante. Malgrado i risultati della nazionale i dati di riferimento a dicembre 2025 dicono che l’incidenza tra spettatori, audience e ricavi generati oltre all’incidenza sul getto fiscale sia altissima. Vedo una voglia di riemergere, tirar fuori la testa come è successo in altri sport”. 

Che rapporto ci sarà tra gli atleti e la nazionale e tra i club e le convocazioni a Coverciano?
“C’è piena consapevolezza dei problemi che ci sono stati in passato. Io ho uno storytelling personale, se riusciamo a far sentire felici e far innamorare della nazionale in primis i giocatori si crea un effetto trascinante importante. Posso contattarli anche privatamente uno a uno, cosa che mi può esser successa anche in altri sport in passato. Questo deve essere un obiettivo, in un certo momento si è parlato di 8-9 squadre di Serie A che sono in un raggio di 100 chilometri e si è parlato di fare una serie di incontri tra tutti i migliori under 16 d’Italia. Oggi c’è la totale disponibilità, credo che tutti abbiano capito la situazione attuale”. 

Quanto la sostenibilità inciderà sulla scelta del commissario tecnico?
“Non mi sono posto il problema su una possibilità sostenibilità tra due nomi o profili. Mi fascio la testa quando me la rompo, penso che gli italiani siano felici se il livello dell’autorevolezza dei protagonisti sia importante. Si potrebbe risolvere tutto nel giro di poche ore, o magari servono settimane. Non battete solo una pista”. 

Si è dato una data di scadenza per la scelta del commissario tecnico?
“Per me è urgentissimo, spero che nel giro di una settimana si risolva tutto. Ci sono tante figure da sistemare, in Italia c’è un direttore tecnico che è Viscidi, c’è un team manager come Gigi Buffon e il presidente del Club Italia che era Gabriele Gravina. Ci sono diverse situazioni da definire”. 

Che forma di sostegno si aspetta dalla Lega Serie A?
“Questa è una cosa che vogliono portare in Assemblea di Lega il 23 di luglio. Ha delle finalità di alto livello nella FIGC, bisognerà chiedere a loro cosa vorranno fare nello specifico. Se da qui al 23 luglio non si è chiusa la questione commissario tecnico allora diventa preoccupante”. 

La Francia ha 98 giocatori nati in Francia al Mondiale, nati in Italia sono solo tre. C’è un problema di calcio di base per cui si può copiare il modello francese?
“È uno dei temi sul quale si è molto dibattuto nella ricerca del curriculum vitae del direttore tecnico e del presidente del Club Italia. Non c’è niente di male in caso a copiare modelli corretti, ma ci sono tematiche esterne che incidono. La Francia sta facendo benissimo, ma ha un discreto vantaggio sul passaporto delle loro colonie mentre noi abbiamo alcuni problemi anche da questo punto di vista”. 

Quanto la questione ius soli può diventare prioritario per la Federazione? Ne ha già parlato con Abodi?
“Ho visto che si è dibattuto molto con Trump stanotte a riguardo. Non ne stiamo parlando con Abodi, ma tutto il mondo istituzionale sa come la penso. Qualche vostro collega di giornali che oggi non vedo presente si è occupato di politica e non c’è cosa peggiore di chi si occupa di sport e si mette a parlare di politica. Faccio l’esempio della pallavolista Antropova o del triplista Andy Diaz, spesso dicono che ricordano tutta la trafila per ottenere il passaporto italiano. Questo può accadere nel calcio, per arrivare a una competizione devi giocare le qualificazioni. In Francia magari hanno talmente tanti giocatori forti che non ne hanno bisogno, ma magari altre nazioni hanno bisogno di questi giocatori fin dalle qualificazioni. Poi si è molto dibattuto sui Mondiali a 48 squadre e molti hanno storto la bocca. Salvo 2-3 squadre chiaramente inferiori, non ho visto così tante squadre materasso. Si è dibattuto soprattutto sui pochi posti per le europee, che sono 16, io ricordo qualche decennio fa che i Mondiali erano fatti da 16 squadre. Poi si è passati a 24, poi 32 e oggi 48. In questo proliferare i continenti sono cresciuti e hanno avuto molti più posti. Domanda: quante squadre africane si sono qualificate? Nove su dieci. Di che cosa vogliamo parlare? Oggi già qualificarsi è tanto, in base a come stiamo. E poi si pensa a passare il primo turno. L’Olanda teoricamente doveva arrivare ovunque, ma il Marocco ancora la definiamo una squadra piccola? Ecco perché tutto deve essere rivisitato sulla base della realtà attuale. Questa situazione va molto oltre dei 98 giocatori nati in Francia e questo fa riflettere”. 

Alla luce delle ristrettezze economiche è possibile che uno sponsor esterno intervenga come successo dieci anni fa con Conte?
“C’è da lavorare molto sul fronte sponsor. Penso di essere capace a riguardo. Non penso che uno sponsor indirizzi la scelta di un allenatore, ma penso che magari uno sponsor possa mettere a disposizione eventualmente il proprio budget per favorire l’investimento su un certo commissario tecnico. Bisogna lavorare su un possibile allenatore di filiera, ma non lo puoi fare oggi. Hai bisogno di un lavoro di almeno 2-4 anni, ma poi può avere anche costi ben diversi. Penso a Valcareggi, Bearzot, tante figure del passato. Ci sono allenatori da club che fanno un lavoro diverso di un allenatore di filiera che può sapere vita, morte e miracoli di chi è in orbita nazionale”.