Malagò: "Euro 2032, aumentiamo i poteri del commissario"
Il presidente della Figc Giovanni Malagò è intervenuto in audizione davanti alla commissione cultura della Camera, in merito alla riforma dello sport promossa di recente con il decreto-legge. "Nel momento in cui ci sarà l'assegnazione ufficiale degli stadi per organizzare i campionati europei 2032, con le valutazioni di Figc e Uefa, secondo parametri oggettivi, ritengo che possa essere presa in considerazione, solo per un discorso di buonsenso, l’idea di estendere e di allargare i poteri del commissario straordinario sia ad altri stadi sia a centri di allenamento con capienza inferiore" le parole di Malagò. Questo perché se domani una nazionale, per esempio la Germania o l'Olanda, scegliesse come luogo di allenamento l’impianto di Empoli, per citarne uno a caso, perché magari nel loro girone si gioca al Franchi, è un peccato mortale non prendere in considerazione questa opportunità. Allo stesso tempo, penso a quegli impianti, da Genova a Salerno, da Cagliari a Palermo, che hanno magari velleità o desiderio di entrare nei primi cinque: potrebbero essere integrati in un’eventuale lista B, oppure ci potrebbe essere l’ipotesi di ospitare lEuropeo di calcio femminile, e mi sembrerebbe poco intelligente dover creare un nuovo commissario".
Legge Melandri e Figc.
"Per quanto riguarda la commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio finanziario dei club professionistici, ho visto che viene trasferito l’onere alla società Sport e Salute dalla Figc: benissimo, prendiamo atto. Siamo alleati e favorevolissimi alle professionalità della commissione, e siamo felici che ci sia stato il benestare all’iscrizione di tutte le società. Però mi permetto di dire e di mettere agli atti che questo non può implicare che poi ci sia un intervento successivo della società sport e salute a danno della Federcalcio. Tradotto: c'è una parte della federazione e una parte delle leghe. Se però la parte della federazione la paga sport e salute per poi togliere dei contributi, allora diventa il gioco delle tre carte, e impedisce anche di fare ricorsi rispetto alle responsabilità dell’ultimo pagatore. Infine c'è il trasferimento della destinazione dell'1% della legge Melandri dalla Figc, che a sua volta lo trasferiva a tutta la filiera dei giovani e dei vivai, alla Serie A Women: l’opinione è chiara. Sono felice che il calcio femminile, o meglio quella parte che rientra nell’alveo del professionismo, abbia un supporto, anche perché sappiamo quanto costi il privilegio d’essere professioniste. Però questo non può andare a scapito del mondo del calcio e della sua filiera giovanile: ho avuto dei colloqui con il ministro Abodi, mi ha molto tranquillizzato e garantito che ci sarà una prossima possibilità di riparare l'1%. Questo mi tranquillizza e ci tenevo a sottolinearlo”.
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