Caso Malagò, il Coni non ha fretta

Caso Malagò, il Coni non ha frettaTuttoJuve.com
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di Fabio Moretti
Il caso del tesseramento di Giovanni Malagò resta aperto, ma il Coni non accelera. Buonfiglio predica prudenza, mentre il presidente Figc si dice sereno.

Dopo lo scossone iniziale, sul caso del tesseramento di Giovanni Malagò torna a prevalere la prudenza.La questione resta aperta e potenzialmente delicata, ma nei vertici dello sport italiano sembra esserci la volontà di evitare decisioni affrettate. Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio vuole approfondire ogni aspetto prima di portare eventualmente la vicenda all'attenzione della Giunta.

Sul tavolo c'è una questione interpretativa che potrebbe avere conseguenze importanti sull'assetto federale.

Il nodo dell'articolo 29

Tutto ruota intorno all'interpretazione dell'articolo 29 dello Statuto federale e, in particolare, al requisito di «essere in regola con il tesseramento».

La Procura federale e la Procura generale dello Sport hanno espresso letture differenti, come riporta Gazzetta.

Secondo la prima, il requisito riguarderebbe chi è già titolare di un tesseramento. La Procura generale ritiene invece che la disposizione debba essere applicata in maniera più ampia. Ed è proprio questa differenza interpretativa ad aver riaperto il caso dopo la richiesta di archiviazione. L'eventuale problema, quindi, riguarderebbe la verifica dei requisiti al momento dell'ammissione della candidatura.

Il particolare che può diventare enorme

La vicenda nasce da quello che apparentemente potrebbe sembrare un dettaglio formale. Ma le conseguenze potrebbero essere molto più rilevanti.

La Figc prevede infatti che una candidatura alla presidenza debba essere formalmente sostenuta da almeno una componente federale.

È proprio questo sostegno che, secondo l'interpretazione sostenuta all'interno della Federazione, certifica l'appartenenza al mondo del calcio e renderebbe superflua un'ulteriore tessera.

Una lettura sulla quale, però, non c'è al momento uniformità.

Malagò rompe il silenzio

Dopo essere rimasto inizialmente fuori dal dibattito pubblico, Malagò ha deciso di intervenire.

E lo ha fatto mostrando sicurezza, ma anche lanciando una stoccata piuttosto evidente.

«Sono sereno, ci sono precedenti fin troppo evidenti e un commissariamento non mi sembra plausibile», ha dichiarato dopo l'Assemblea di Lega Serie B a Milano.

Poi il passaggio più politico: «Una regia politica? Da qualche mese si sono tentate strade diverse dalle dinamiche di consenso elettorale».

Parole pesanti. Il messaggio è piuttosto chiaro: secondo Malagò, dietro quanto sta accadendo potrebbero esserci anche tentativi di modificare attraverso altre strade un equilibrio determinato dal consenso elettorale.

Buonfiglio: nessuna fretta

Adesso una parte fondamentale della partita passa dal Coni.

Le osservazioni del procuratore generale dello Sport Ugo Taucer sono arrivate al presidente Luciano Buonfiglio, che dovrà valutarle e decidere eventualmente se sottoporre la questione alla Giunta.

Ma non sembra esserci la volontà di accelerare.