Malagò-Abodi, primo vertice dopo l'elezione: "Priorità condivise per rilanciare il calcio italiano"

Malagò-Abodi, primo vertice dopo l'elezione: "Priorità condivise per rilanciare il calcio italiano"
Oggi alle 18:40Altre notizie
di Alessandra Stefanelli
Primo incontro istituzionale tra Malagò e Abodi dopo l'elezione del nuovo presidente FIGC. Al centro le priorità per il futuro del calcio italiano.

Si è svolto a Roma il primo incontro istituzionale tra il neo presidente della FIGC Giovanni Malagò e il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi. Il faccia a faccia, andato in scena negli uffici del ministro a Largo Pietro di Brazzà, segna l'inizio di un nuovo percorso di collaborazione per il rilancio del calcio italiano.

Clima disteso dopo le tensioni del passato

Il vertice era particolarmente atteso anche alla luce dei rapporti non sempre semplici tra i due durante il periodo in cui Malagò guidava il CONI. Al termine della riunione, durata circa un'ora e mezza, entrambi hanno però evidenziato la volontà di lavorare insieme sulle principali criticità del sistema.

Malagò ha definito l'incontro una "chiacchierata concreta e interessante", mentre Abodi ha parlato di un confronto "lungo e pieno di contenuti".

Abodi: "Servono ritmi intensi"

Il ministro ha ribadito la necessità di affrontare rapidamente i dossier più urgenti.

"Sappiamo le cose di cui il sistema ha bisogno. Lavoriamo affinché ci siano le condizioni, ci rivedremo sistematicamente perché il lavoro che dobbiamo fare ha bisogno di ritmi intensi e della collaborazione di tutti. Due persone da sole non bastano. Lo faremo in armonia con gli altri, con la speranza che ci sia reciprocità di armonia." Abodi ha inoltre sottolineato come tra le parti esista già una "consapevolezza reciproca sulle priorità", concetto condiviso anche dal presidente federale.

Malagò: "Non immaginavo così tante problematiche"

Intervenendo successivamente al Consiglio nazionale del CONI, Malagò ha raccontato le prime sensazioni maturate nei giorni successivi all'elezione.

"Non pensavo, pronti via, ci potessero essere così tante problematiche, ma sono felice del compito e di condividerlo con voi. Le soddisfazioni hanno compensato queste difficoltà iniziali." Il numero uno della FIGC ha poi spiegato come la candidatura non fosse inizialmente nei suoi programmi. "La vita mi ha riservato questa strana combinazione e devo essere sincero che non pensavo potesse accadere. Non era nelle mie proiezioni la Federcalcio, non ero neanche preparato fisicamente e mentalmente perché era appena finita Milano Cortina."

"Il richiamo della foresta"

Malagò ha infine rivelato cosa lo abbia convinto ad accettare la sfida. "L'insistenza e l'affettuosità di una serie di componenti del mondo del calcio, che normalmente sono bellicose all'interno e tra di loro, mi hanno spinto ad accettare. È una sana follia, ma il richiamo della foresta è stato più forte di tutto."