Koopmeiners, seconda chance
La chiusura del mercato ha consegnato alla Juventus un caso ancora da risolvere. Teun Koopmeiners è rimasto a Torino e adesso dovrà provare a trasformare quella che sembrava una permanenza quasi obbligata in una concreta opportunità di rilancio.
L’olandese si trova davanti alla sua terza stagione in bianconero dopo due annate molto lontane dalle aspettative. Arrivato come uno degli acquisti più importanti del nuovo corso, non è riuscito a riproporre il rendimento mostrato con l’Atalanta. I numerosi cambi di posizione e la discontinuità fisica non lo hanno aiutato, ma anche nelle condizioni migliori Koopmeiners non ha quasi mai assunto il peso tecnico che la Juventus si aspettava.
I numeri descrivono bene le sue difficoltà: sette reti complessive in 89 presenze nelle prime due stagioni juventine. Un rendimento insufficiente per un centrocampista acquistato con l’obiettivo di cambiare il volto della squadra. Corriere dello Sport
La permanenza può trasformarsi in una nuova partenza
Durante l’estate la Juventus ha preso in considerazione la possibilità di cederlo, ma non sono arrivate proposte capaci di soddisfare le esigenze economiche del club. Il valore residuo del cartellino, indicato intorno ai 33 milioni di euro, rendeva particolarmente concreto il rischio di una minusvalenza. Anche l’ingaggio da circa 4,5 milioni a stagione e il contratto valido fino al 2029 hanno complicato la ricerca di una destinazione. Il Besiktas avrebbe manifestato interesse, ma l’ipotesi non si è trasformata in un trasferimento. Koopmeiners è quindi rimasto alla Continassa. Ora la Juventus deve provare a recuperarlo, sia per ragioni tecniche sia per proteggere un investimento ancora rilevante.
La mancata cessione non può però garantire automaticamente all’olandese un posto importante. Con l’arrivo di Pape Matar Sarr e la presenza di Locatelli, Douglas Luiz, Thuram e McKennie, la concorrenza in mezzo al campo è diventata ancora più intensa.
Prima possibilità: tornare a fare il centrocampista
Il rilancio potrebbe partire dal ritorno nel suo ruolo naturale. Koopmeiners ha bisogno di ritrovare continuità, riferimenti precisi e una posizione nella quale non sia costretto a cambiare compiti continuamente.
Nel 4-2-3-1 di Spalletti potrebbe essere utilizzato all’interno della coppia di centrocampo, soprattutto nelle partite in cui la Juventus avrà bisogno di maggiore qualità nella gestione del pallone. L’olandese possiede visione di gioco, capacità di verticalizzare e un sinistro potenzialmente utile anche nelle conclusioni dalla distanza.
Non ha però il dinamismo di Pape Sarr né la predisposizione di Locatelli a proteggere la difesa. Per giocare davanti alla retroguardia dovrà aumentare l’intensità senza palla e accelerare la circolazione, evitando una gestione troppo conservativa.
Seconda possibilità: trequartista atipico
La posizione avanzata resta un’altra opzione. Koopmeiners può essere schierato alle spalle della punta, ma dovrà interpretare quel ruolo diversamente rispetto a Yildiz o agli esterni offensivi presenti in rosa.
Spalletti potrebbe utilizzarlo come trequartista tattico, chiamandolo a collegare i reparti, accompagnare l’azione e inserirsi nell’area avversaria. Alla Juventus è mancata soprattutto la versione dell’olandese capace di attaccare gli spazi e trovare con regolarità la conclusione.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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