Juve, porta chiusa
La lunga ricerca della Juventus per il nuovo portiere è arrivata al traguardo. Guglielmo Vicario sbarca a Torino dopo un'estate trascorsa tra alternative, trattative e continui cambi di scenario. Per il 29enne friulano è soprattutto la realizzazione di un desiderio coltivato a lungo: difendere quella porta che per tanti anni è appartenuta al suo idolo Gianluigi Buffon.
Da alternativa a scelta della Juventus
Vicario non era partito in cima alla lista bianconera. Durante il mercato la Juventus aveva valutato diversi profili, da Alisson a Dibu Martinez, passando per Suzuki e altri portieri sondati nelle settimane precedenti.
L'ex Tottenham, però, è rimasto sempre una soluzione concreta anche grazie alla disponibilità degli Spurs ad aprire alla formula più sostenibile per la Juventus.
Alla fine proprio questa possibilità ha fatto la differenza: prestito con diritto di riscatto fissato a 10 milioni di euro. Una formula che consente alla società di limitare l'investimento immediato e allo stesso tempo offre a Vicario la possibilità di guadagnarsi definitivamente la maglia bianconera.
Dieci mesi per conquistarsi la Juve
La vera partita del portiere comincia adesso.
Vicario avrà sostanzialmente una stagione per convincere la Juventus a esercitare il diritto di riscatto. Non arriva quindi a Torino con il futuro garantito: dovrà costruirselo attraverso prestazioni, continuità e capacità di sopportare una pressione completamente differente.
Perché essere il portiere della Juventus significa convivere con aspettative enormi. Un errore può avere un peso diverso rispetto ad altre realtà e proprio la gestione mentale rappresenterà uno degli esami più importanti secondo Gazzetta
Buffon garantisce per Vicario
Ad accompagnarlo idealmente verso la nuova esperienza c'è anche Gianluigi Buffon, che conosce Vicario attraverso la Nazionale e ne ha promosso l'arrivo: «Portiere affidabile, funzionale anche a quelle che sono le richieste di Spalletti. Operazione intelligente».
Un'investitura tutt'altro che banale considerando chi la pronuncia.
Anche Dino Zoff e Stefano Tacconi hanno espresso apprezzamento per la scelta juventina. Tre nomi che conoscono perfettamente cosa significhi difendere quella porta.
Spalletti lo conosce e lo promuove
Ma il giudizio fondamentale è naturalmente quello di Luciano Spalletti.
Il tecnico ha già lavorato con Vicario in Nazionale e fu proprio lui a concedergli l'esordio in azzurro nel 2024. Adesso lo ritrova alla Continassa con idee piuttosto chiare: «Vicario è un top».
Spalletti non ha nascosto che portieri come Alisson o Martinez avrebbero potuto garantire qualcosa in più sotto il profilo dell'esperienza internazionale. Allo stesso tempo, però, considera Vicario ormai sufficientemente maturo per affrontare questa responsabilità.
E il successo ottenuto con il Tottenham in Europa League rappresenta un passaggio importante nella crescita del friulano.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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