La Juve chiude la porta

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di Fabio Moretti
Juve, Elkann-Spalletti: patto per tornare a vincere. Vicario chiude la porta, ora manca il centrocampo

La tradizione cambia scenario, ma conserva il suo significato. La sfida tra Juventus e Next Gen dura soltanto un tempo, prima dell'invasione festosa dei quasi 24 mila tifosi, ma lascia un'immagine probabilmente più importante del 2-0 firmato da Conceição e McKennie: John Elkann seduto in panchina accanto a Luciano Spalletti.

Elkann e Spalletti, l'immagine della nuova Juve

Non è soltanto una fotografia suggestiva. È anche il segnale della vicinanza della proprietà al nuovo progetto tecnico. Un'immagine che inevitabilmente richiama le visite dell'Avvocato Agnelli a Villar Perosa e che Elkann ha accompagnato con parole molto chiare sulle prospettive della società.

«L’ambizione della Juve è sempre stata e sarà sempre quella di vincere», ha ribadito il numero uno di Exor, ricordando però come il club si trovi ancora nella fase di costruzione di un nuovo ciclo.

Dopo sei stagioni senza scudetto, il messaggio è evidente: ricostruire sì, ma senza trasformare la ricostruzione in un alibi permanente. Ne parla Corsera oggi.

Carnevali riceve l'investitura di Elkann

Importanti anche le parole dedicate a Giovanni Carnevali, uno degli uomini ai quali è stata affidata la nuova Juventus.

Elkann ha sottolineato la sintonia tra le ambizioni del dirigente e quelle della società. Un'investitura pubblica significativa, soprattutto dopo i cambiamenti dirigenziali degli ultimi mesi. La Juventus vuole tornare a vincere e considera l'attuale management il gruppo al quale affidare questa nuova scalata.

Spalletti promuove Vicario: «Un top»

Intanto il mercato ha finalmente risolto uno dei problemi più delicati dell'estate: quello del portiere. Dopo aver valutato Alisson, Suzuki e Dibu Martinez, la Juventus ha scelto Guglielmo Vicario. E Spalletti non sembra considerarlo affatto un ripiego: «Con Guglielmo siamo convinti di aver preso un top». L'ex Tottenham conosce già l'allenatore grazie all'esperienza in Nazionale e arriva con una motivazione enorme. Per Spalletti rappresenta un portiere sufficientemente esperto, ma ancora nel pieno della carriera.

Lucumì cambia la difesa

L'altro tassello fondamentale è Jhon Lucumì.

Il colombiano aggiunge aggressività, velocità e soprattutto qualità nell'uscita del pallone, aspetto determinante per il calcio che vuole proporre Spalletti.

«È un giocatore forte e funzionale», ha spiegato il tecnico.

Con Bremer può formare una coppia centrale completa e consentire alla Juventus di difendere più alta, assumendosi anche maggiori rischi nella pressione.