Infantino non si ferma
Mentre il mondo del calcio si ribella, Gianni Infantino tira dritto. Anzi, rilancia. Dopo le polemiche sulla possibile apertura ai fondi di investimento nella gestione commerciale del Mondiale, il presidente della FIFA prepara un'altra rivoluzione destinata a far discutere: l'espansione della Coppa del Mondo da 48 a 64 nazionali già dal 2030. Una scelta che rischia di aumentare ulteriormente la distanza tra la FIFA e gran parte del calcio europeo.
Infantino non si ferma
Nelle ultime ore il presidente della FIFA si è trovato al centro di una vera e propria tempesta secondo Gazzetta. Prima la dura presa di posizione della UEFA, poi le critiche delle confederazioni asiatica e nordamericana, fino alle dimissioni del suo consigliere Carlos Cordeiro e agli attacchi interni del direttore operativo Kevin Lamour. Eppure nulla sembra aver rallentato Infantino. Anzi, la FIFA ha avviato ufficialmente uno studio per valutare la fattibilità di un Mondiale a 64 squadre, sedici in più rispetto al format che debutterà nel 2026.
Più squadre, più soldi
L'obiettivo è evidente.Più nazionali significano più partite, più diritti televisivi, più sponsor e maggiori ricavi. Infantino continua a puntare sulla crescita economica del torneo e promette alle federazioni maggiori introiti attraverso il programma FIFA Forward. Una proposta che piace soprattutto ad alcune confederazioni emergenti, mentre trova una fortissima opposizione in Europa.
La rivolta della UEFA
I rapporti tra FIFA e UEFA non erano mai stati così tesi. Dopo l'ipotesi di cedere una quota della nuova società che gestirà i diritti commerciali del Mondiale a investitori privati, Aleksander Ceferin e il calcio europeo hanno alzato il muro. Il timore è che la Coppa del Mondo venga trasformata sempre di più in un prodotto finanziario, perdendo la propria identità sportiva. La minaccia di un boicottaggio da parte di alcune federazioni europee testimonia quanto lo scontro sia ormai aperto.
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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