Ibrahimovic ricorda la Juve di Capello: "Ogni allenamento era durissimo. Moggi? Mi disse che ero lì per vincere"

11.07.2020 13:30 di Gianmarco Minossi   Vedi letture
© foto di Federico De Luca
Ibrahimovic ricorda la Juve di Capello: "Ogni allenamento era durissimo. Moggi? Mi disse che ero lì per vincere"

Nell'intervista concessa a Sport WeekZlatan Ibrahimovic ha ricordato i suoi trascorsi alla Juventus: "Quando sono arrivato alla Juventus, era il 2004, c’era una mentalità totalmente differente da quella di Malmoe o Amsterdam, dove avevo giocato con l’Ajax. Ti rispettavano, però eri uno dei tanti, non eri “wow, ci pensi te”. Mi ricordo ancora un duello tra Del Piero e Thuram… Del Piero era una stella: controlla la palla e arriva da dietro Thuram, bam lo butta giù. Ho pensato: se tocca così Del Piero, a me m’ammazza. Io non ero nessuno. Tutti gli allenamenti erano così, duro, duro, duro. Più bello ancora il primo incontro con Capello: stava leggendo la Gazzetta, per me la Gazzetta era wow, in Svezia il giornale rosa è il calcio. Al primo giorno di allenamento, entro negli spogliatoi e dico “buongiorno mister”. Mi avevano detto che si faceva così. Lui continua a leggere, cambia pagina, prende il caffè. Passano 15-20 minuti non sento niente. Lui chiude la Gazzetta e va fuori. Porco, penso. Se mi tratta così significa che devo dimostrare di essere qua. Ecco, lui mi ha fatto sentire che non ero nessuno. Poi mi ha detto: “Non chiedi il rispetto, lo prendi”. E io l’ho preso". Poi un aneddoto sul primo incontro con Luciano Moggi: "Una settimana dopo, ci allenavamo alla Sisport, vicino al vecchio Comunale. C’erano due campi, ma le docce otturate. Quando entri in casa Juve è tutto super, lì invece facciamo la doccia io, Trezeguet e altri due e si allaga tutto. Penso, che schifo! Fuori c’era Moggi e gli dico: “Non è normale, siamo la Juve”. Mi risponde: “Ricordati che non sei qua per stare bene, sei qua per vincere”. Questo l’ho portato con me: tutto è vincere".