Gatti, prestazione da leader e un piccolo calo

Gatti, prestazione da leader e un piccolo calo
Oggi alle 00:20Altre notizie
di Massimo Pavan
Federico Gatti protagonista di una prova combattiva in Torino-Juventus: leadership, duelli vinti e sofferenza finale nel pareggio del derby.

Gatti guida la difesa con carattere, Voto: 6,5. Federico Gatti interpreta il derby con il solito spirito battagliero, mettendo in campo aggressività, concentrazione e grande disponibilità nei duelli individuali. Il centrale bianconero lotta per tutta la partita contro gli attaccanti granata e prova a dare solidità a una difesa che, soprattutto nel primo tempo, riesce a contenere abbastanza bene le iniziative del Torino. Sin dalle prime battute si fa sentire fisicamente, guidando il reparto e cercando di mantenere alta l’attenzione della linea arretrata juventina.

Attento nei duelli, sfiora anche il gol

Nel corso del primo tempo Gatti si rende pericoloso anche in area avversaria, andando vicino alla rete su una delle occasioni più importanti create dalla Juventus prima del vantaggio firmato da Vlahovic. Dietro chiude diversi spazi e prova a limitare le giocate aeree del Torino, lavorando molto sulle seconde palle e nei contrasti diretti.

Leadership e intensità

La sua presenza si nota soprattutto nei momenti di pressione granata, quando cerca di tenere compatta la squadra e di trasmettere energia ai compagni. Ancora una volta emerge come uno dei pochi elementi capaci di interpretare certe partite con mentalità da derby. Nella ripresa, però, anche Gatti finisce per soffrire il calo generale della squadra. La Juventus perde campo, si schiaccia e concede sempre più iniziativa al Torino, che cresce progressivamente fino a trovare il pareggio. Sul piano dell’impegno non gli si può rimproverare molto, ma nel finale la retroguardia bianconera perde compattezza e il centrale italiano non riesce più a guidare la linea con la stessa efficacia del primo tempo.

Una prova comunque positiva sotto il profilo dell’atteggiamento, in una serata che conferma ancora una volta le fragilità collettive della Juventus.