Gamba (Repubblica): "CR7 non viene trattato come gli altri perché non è come gli altri, Nedved gli ha parlato ma Agnelli..."

12.11.2019 13:20 di Rosa Doro Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Gamba (Repubblica): "CR7 non viene trattato come gli altri perché non è come gli altri, Nedved gli ha parlato ma Agnelli..."

Nel suo pezzo per Repubblica, Emanuele Gamba ha parlato così del caso Cristiano Ronaldo: "Ronaldo non verrà trattato come gli altri perché non è uno come gli altri, quindi gli insulti a Sarri sono stati derubricati a comprensibile sfogo e la fuga precipitosa dallo Stadium a gesto antipatico emendato con uno scarno tweet buttato in rete nel pomeriggio (“Partita difficile, vittoria importante!”) e riempito di cuoricini da molti compagni. Benché la Juve non abbia gradito il suo comportamento, Ronaldo non è stato multato e non avrà una sgabello come Bonucci, non finirà in panchina come Vidal o in castigo come Caceres, non verrà redarguito come Pirlo quando mise il muso dopo un cambio di Conte. Nedved gli ha detto due paroline domenica e magari gli riparlerà cautamente martedì, quando CR7 rienterà a Torino dopo aver giocato contro Lituania, giovedì, e Lussemburgo, domenica, ammesso che il dolorino al ginocchio glielo consenta (un po’ di apprensione c’è). Della vicenda non si impiccerà invece Agnelli (che oggi parlerà a Oxford), che non ha mai invaso il territorio dell’area tecnica, anche se per Ronaldo si è talora adattato a un ruolo di spalla, come quando volò in Grecia per suggellare l’accordo o quando è sceso a bordo campo per consegnare a Cristiano magliette celebrative di qualche record. Il rapporto è da pari a pari. Da azienda ad azienda. Sarri ha compiuto un gesto a suo modo eroico. Soltanto Zidane riuscì a piegare Ronaldo a un minimo di turn over, ma persino lui prese pubblici insulti una volta che lo tolse contro il Las Palmas. Allegri (che ieri ha chiacchierato con Sarri alla riunione Uefa di Nyon) lo ha sostituito solo a risultato acquisito, salvo convincerlo ad andare in panchina e a saltare qualche partita facendogli credere che la decisione fosse sua. Sarri è più brusco, e quando ha capito che togliere il divo poteva rappresentare un beneficio per la squadra lo ha fatto, addirittura al 55'".