Frenata Juve, Beccantini: "La Champions diventa una lotteria. Alla fine troppe pseudo-punte, Conceiçao il migliore"
Il giornalista Roberto Beccantini, sulle pagine del suo sito interne, analizza il pareggio casalingo della Juventus contro la retrocessa Hellas Verona. Le sue parole:
"Poi arriva il campo, e i Var Sport si ritirano in buon ordine. Il Verona era già retrocesso. La Juventus giocava in casa. L’ipotesi di agganciare il Milan avrebbe dovuto gasarla. Morale: 1-1. E così la Champions, già complicata, diventa una lotteria.
E’ successo quello che era successo con il Lecce. Ritmi da saputelli, come se il risultato fosse un atto dovuto; una modica quantità di jella (traversa di Bremer al 26’, palo di Zhegrova al 93’); bombardamento (di cerbottane, spesso). Fino, naturalmente e ineluttabilmente, alla frittatona Bremer-Kalulu e alla zampata dello scozzese Bowie, non micidiale ma tale da sorprendere Di Gregorio.
C’era tutto un tempo, per rimediare. Ma Spalletti non gioca. Fa giocare. Solitamente abbastanza bene. Non stavolta. Perché Montipò si è superato su Conceiçao; perché gli manca un centravanti (uffa); perché la frenesia dei piedi ha cominciato a sostituirsi alla calma dei forti. L’ingresso di Vlahovic ha prodotto, se non altro, la punizione del pari. L’Hellas ha alzato leali e ruvide barricate: segnalo Edmundsson. In assenza delle «bombe» da fuori, ci sarebbe voluto il «machete» del miglior Yildiz per farsi largo in una selva così oscura, così fitta. Oppure il Boga di certe rime (non questo). Insomma: «il» (quasi) fatal Verona. Migliore in campo: Conceiçao. E, alla fine, troppo pseudo-punte"
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