Ferrajolo punge la Juve: “Agnelli non è un modello, club lasciato in alto mare”
Ospite di Radio Bianconera, Luigi Ferrajolo, storico presidente USSI, ha analizzato il momento della Nazionale dopo l’ennesima mancata qualificazione al Mondiale: «È tutto abbastanza triste, ma non sorprendente. Avevo visto una squadra fragile, sia in difesa che mentalmente. Non mi era piaciuta già contro l’Irlanda del Nord. Anche tutto ciò che le ruota attorno non funziona da tempo: i risultati non arrivano per caso. La Bosnia ha giocato meglio e questo dà la misura del calcio italiano oggi».
Sulle mancate dimissioni di Gabriele Gravina: «La questione non dovrebbe nemmeno porsi. L’unico modo per uscirne è dimettersi, insieme al Consiglio, e nominare un commissario. Cambiare solo il presidente non basterebbe. Servono nuove regole e un progetto che coinvolga anche ex calciatori».
Sul futuro in panchina dopo Gennaro Gattuso: «La scelta del ct è delicata. Vincenzo Montella si è qualificato con la Turchia, ma resta una decisione complessa. Mi ha sorpreso il voltafaccia di Roberto Mancini, mentre credevo molto in Luciano Spalletti, ma la gestione è stata sbagliata. Anche il suo esonero è stato incredibile, senza avere un sostituto pronto, dando per scontato il sì di Claudio Ranieri».
Infine, su Andrea Agnelli: «Non so cosa intendesse in passato, ma ha lasciato la Juve in alto mare. Prima di prenderlo come modello ce ne passa: dovrebbe farsi perdonare molte cose».
Chiusura sulla corsa al quarto posto: «Occhio al Como: per me può farcela. Insieme all’Inter è la squadra che gioca il miglior calcio. È uno dei pochi piaceri del nostro campionato».
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