Di Benedetto: "Nazionale, Conte è il candidato numero uno. Allegri non ha chiuso la porta"

Di Benedetto: "Nazionale, Conte è il candidato numero uno. Allegri non ha chiuso la porta"TuttoJuve.com
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di Giuseppe Giannone

Nel suo editoriale per "TMW", Lorenzo Di Benedetto parla anche dei possibili nomi per il ruolo di ct della nazionale a partire dal prossimo giugno: "In questo momento Antonio Conte è il candidato numero uno, ma non l'unico, visto che resta in corsa anche Massimiliano Allegri, che non ha chiuso a questa possibilità. Ma andiamo con ordine e partiamo dall'attuale allenatore del Napoli. La sua sorta di candidatura della settimana scorsa vale più di molti discorsi, soprattutto perché seguita dalle parole di Aurelio De Laurentiis che ha reso noto di essere pronto a liberare l'allenatore nel caso in cui dovesse ricevere la sua richiesta. Gioco delle parti? Sì, ma c'è di più. La sensazione è che sia l'allenatore che il presidente vogliano "liberarsi" l'uno dell'altro. Così è detta male, certo, perché il rapporto tra i due è ottimo e chiudere al 100% la permanenza del tecnico a Napoli non è possibile, ma in caso di addio ADL abbasserebbe considerevolmente i costi e dall'altra parte Conte potrebbe riprendere il percorso in azzurro interrotto nel 2016.

Ma cosa è cambiato rispetto a 10 anni fa? Antonio Conte lasciò la Nazionale con la motivazione di voler vivere il campo giorno dopo giorno. Il ruolo da ct non faceva per lui, ma oggi le cose potrebbero essere cambiate del tutto. Molto spesso diciamo che il tecnico salentino sprema tantissimo tutti i suoi giocatori, con i suoi metodi e la sua mentalità vincente, ma in questo modo Conte non fa altro che spremere anche se stesso e dopo anni con lo stress alle stelle potrebbe essere arrivato il momento di fare un altro tipo di lavoro, con "scadenza" quadriennale, ovvero fino al prossimo Mondiale del 2030.

Infine il capitolo Massimiliano Allegri. L'attuale tecnico del Milan, a precisa domanda sul suo possibile futuro da commissario tecnico non ha chiuso del tutto la porta, anzi. L'allenatore livornese ha parlato del progetto appena iniziato, l'estate scorsa, con il Milan, ribadendo l'obiettivo di voler centrare il quarto posto con i rossoneri ma non parlando della sua voglia di disputare la prossima Champions League da protagonista sulla panchina del Diavolo. Il richiamo della Nazionale italiana potrebbe farlo vacillare, senza dubbio, e per questo motivo non è certo da chiudere la porta a questa eventualità. Prima il nuovo presidente federale, poi il ct, e infine la cosa più importante: le riforme. Che questa sia la volta buona, perché in questo momento non riusciamo ad andare avanti e a dimenticare la Bosnia, quindi che sia l'ultima volta".