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Rinnovo Spalletti, parla l'amico Esposito: "Prima il traguardo Champions, poi dategli un attaccante e vincerà lo scudetto"

Rinnovo Spalletti, parla l'amico Esposito: "Prima il traguardo Champions, poi dategli un attaccante e vincerà lo scudetto"TuttoJuve.com
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 10:30Primo piano
di Mirko Di Natale

"Ci siamo sentiti per gli auguri di Pasqua, ma è da un po' che non parlo con Luciano. Cosa mi sono perso?". Dall'altra parte della cornetta c'è Carmine Esposito, storico ex attaccante del suo Empoli e ora allenatore nel settore giovanile dell'Empoli, che ai microfoni di TuttoJuve.com ha commentato la notizia dell'imminente rinnovo del tecnico di Certaldo e non solo:

Tra qualche ora, probabilmente, prenderai in mano il telefono e farai le congratulazioni a Luciano per il rinnovo con la Juventus.

"Luciano è Luciano, sono un po' di parte quando ne parlo (sorride ndr). Sono contento per la Juventus e per la scelta che la società ha fatto nei suoi confronti, ma se gli avessero dato altro tempo in Nazionale..."

Pensi che Spalletti ci avrebbe portato al Mondiale?

"Sì, secondo me sì. Anche con una squadra così".

Ma intanto ora se lo godrà la Juventus fino al 2028.

"La Juve ora gioca a calcio, con Thiago Motta era stata fatta una scelta sbagliatissima e anche Tudor non era riuscito a migliorar le cose. Lui è davvero un grande lavoratore. Poi a Marco (Domenichini ndr) dissi che prima o poi avrebbe rinnovato con la Juve".

E cosa diresti invece al mister?

"Aspetterò l'ufficialità per mandargli un messaggio, ma so già che risponderà dopo tre mesi (sorride ndr). Scherzi a parte, onestamente, posso solo parlar bene di Luciano. E' un numero uno, mi ha insegnato tanto e mi ha cresciuto sia come uomo e sia calcisticamente. Ogni volta che chiamo lui o Marco mi rispondono sempre, vuol dire che ho lasciato dei buoni ricordi".

Sbaglio o era all'inizio della sua carriera da allenatore?

"Nel '96, quando arrivai, era nei suoi primi anni da allenatore e già si intravedevano le sue grandi qualità. Noi eravamo undici scappati di casa, lui riuscì a vincere tre campionati di fila e in Serie A raggiunse anche la salvezza. Qualcuno lo rimprovera di essere strano, ma Luciano è un grande. Lui è un uomo di gruppo, questo credo sia uno dei suoi più grandi pregi".

E quali sono gli altri?

"Luciano ha un amore sconfinato per il calcio, d'altronde lo ha sempre dichiarato anche pubblicamente. Si è preso delle colpe non sue, come nel caso della Nazionale in cui a mio avviso non aveva sbagliato nulla. Ha voltato pagina e ora sono contento che sia in un club che ha fiducia in lui, ora gli auguro di raggiungere il traguardo Champions e di pianificare il futuro con la società".

Credi che possa fare come a Napoli? Il primo anno la qualificazione Champions, e il secondo anno...

"Forse a Napoli, mi viene da dire, aveva già una squadra fatta a differenza di quella che ha in bianconero. E' riuscito ad avere quel tipo di "fortuna" che serve per vincere: pochi infortuni, zero squalifiche... E' stata la squadra che ha giocato il miglior calcio in Europa nel girone d'andata. C'era poi un attaccante che finalizzava, che è poi il fulcro della manovra di Luciano. Se riuscisse a prendere un attaccante come Osimhen, che è un suo grandissimo pallino, allora le cose potrebbero cambiare. La Juve, di sicuro, non sarebbe seconda a nessuno".

Dunque con Vlahovic o un attaccante a gennaio, a tuo avviso, la Juventus oggi non sarebbe quinta?

"La Juve, per me, oggi sarebbe in lotta con Napoli e Milan per il secondo posto. E' riuscita a fare dei buoni risultati, ma in molte partite si è sentita la mancanza di un attaccante di peso. Con i 6/7 gol di Vlahovic, la storia sarebbe stata un po' diversa".

In cosa Spalletti sarà differente nei prossimi due anni?

"Darà tantissimo entusiasmo, poi per me in questi due anni può davvero vincere lo scudetto. Lo conosco, so come lavora e i risultati che ottiene. Per me, come dicevo prima, si sarà già messo d'accordo con la dirigenza per i colpi estivi. Arriverà in attacco qualcuno che lui vorrà".

Osimhen è improbabile, ma Lewandowski potrebbe essere più fattibile.

"Magari, è un signor attaccante e in Italia farebbe la differenza".

Per vincere lo scudetto, però, la Juve dovrà diventare più forte di quelle che oggi la precedono.

"Non è così impossibile, perché l'Inter ha un sacco di giocatori a fine ciclo e potrebbe vivere un momento di stallo. La Juve ne potrebbe approfittare, con Luciano sarà un percorso in crescita e può solo che migliorare. L'unica competitor, per me, sarà il Napoli".

Si ringrazia Carmine Esposito per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.