Del Piero: "Con Totti si è creata complicità, c'è sempre stato rispetto tra noi"

Del Piero: "Con Totti si è creata complicità, c'è sempre stato rispetto tra noi"TuttoJuve.com
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
martedì 4 luglio 2023, 21:30Altre notizie
di Martino Cozzi

L'ex capitano della Juventus Alessandro Del Piero è stato ospite negli studi di Sky Sport per celebrare i vent'anni dell'emittente. Al suo fianco c'era Francesco Totti, del quale ha parlato così: "La rivalità non la vivevo solo con Totti, la vivevi ogni partita perché nel nostro tempo c’erano tanti campioni. Più che rivalità, si è creata una complicità tra noi, sapevamo che avevamo responsabilità diverse essendo capitani. Ci siamo sempre trovati di fronte l’un l’altro ma sempre con rispetto. Tanti ci hanno messo nella posizione di scontrarci, ma in realtà ci siamo sempre fatti una risata".

L’infortunio di Totti prima del Mondiale?
“Penso lo abbiano spinto un po’ tutti nel recupero. Se ti poni mentalmente in un certo mood, poi riesci nell’impresa. La scelta di Lippi di aspettarlo fino all’ultimo gli ha dato molta carica e in generale a tutto il gruppo perché era quello. C’erano pochi dubbi sulle convocazioni, sapevamo che saremmo stati noi a partire. Questo trasporto emotivo che abbiamo vissuto in quei momenti ci ha portati a essere perfetti, poi gli incidenti di percorso ci sono ma si superano insieme. Non potevamo andare al Mondiale senza Totti, non so come abbia fatto a recuperare”.

Se ci fosse stato un rigore con voi due in campo, chi avrebbe tirato?
“Non lo so, probabilmente ci saremmo guardati e avremmo cercato di non ridere (ride, ndr). Quando è andato a tirare con l’Australia, ho sperato che non facesse il cucchiaio”, le parole riportate da TuttoMercatoWeb.

Essere capitano.
"Non hai un minuto libero, sei sempre il capitano in qualsiasi situazione, fuori dal campo, non solo per quello che accade dentro il campo, in allenamento, davanti ai microfoni, ma anche quello che accade fuori. Devi morderti la bocca in certi momenti, devi fare delle scelte che magari non condividi in pieno, ma sai che è la scelta giusta per un tuo compagno, per il tuo gruppo di lavoro o perché è la scelta giusta da fare in quel momento, perché non viene compresa subito ma verrà compresa dopo un mese, due mesi, tre mesi. È una continua ricerca da una parte a dare l'esempio".

L'addio di Maldini al Milan.
"Ha dimostrato da dirigente di essere un vincente, una delle chiavi del successo del Milan dello scudetto è stata sicuramente la sua presenza. Certo, oggi il calcio non è come quando abbiamo iniziato noi, ha bisogno di molte più persone, di un'organizzazione diversa. Personalmente non conosco cosa sia successo; ma mi spiace molto per Paolo, perché io quando penso al Milan penso a Paolo Maldini", le parole riportate da skysport.it.