De Paola: "Mi colpisce l'incertezza della Juventus, ha alti e bassi spaventosi da Allegri a Spalletti..."

De Paola: "Mi colpisce l'incertezza della Juventus, ha alti e bassi spaventosi da Allegri a Spalletti..."TuttoJuve.com
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di Rosa Doro

Paolo De Paola è intervenuto a Tmw Radio per parlare della giornata di campionato appena conclusasi:

Come si può giudicare questo momento dell'Inter? Lo scudetto è ancora aperto?
"In tre giornate l'Inter ha raccolto solo due punti e ha visto praticamente dimezzarsi il divario rispetto a Milan e Inter. Si può parlare di campionato riaperto non tanto per le poche giornate che rimangono, quanto per il calo dei nerazzurri. Di certo i punti di distacco rimangono non pochi, ma ripeto che ora le cose siano un po' cambiate. La verità è che l'Inter non è in grandi condizioni. Uno su tutti è Thuram, ma anche Dimarco non ha più quella freschezza di qualche settimana fa, mentre Barella ha macchiato la sua prova con un errore marchiano. La verità è che l'Inter se arretra troppo diventa una squadra più vulnerabile e queste debolezze sono sì un po' fisiche, ma anche mentali".

È più il Milan o il Napoli che può contendere lo scettro all'Inter?
"A vedere l'andamento di Milan e Napoli ci rendiamo conto di come entrambe stiano meritando di essere lì. Il numero di giocatori che è stato recuperato dagli azzurri mi fa pensare che si possa finalmente puntare su tutti i campioni. Probabilmente per questo motivo penso che una minima chance in più ce la possa avere Conte. Il prossimo turno comunque sarà decisivo, dato che ci saranno degli incroci importantissimi".

Il Milan effettivamente non riesce a riattivare Pulisic e Leao. Che ragionamenti andranno fatti su questi giocatori?
"Io ho la sensazione che manchi il feeling tra questi due giocatori. Pulisic in particolare non mi sembra sereno in questo momento, mentre di solito è un calciatore estroverso. Leao invece non è più quello di prima anche perché ha dei problemi fisici per via della pubalgia. In allenamento per esempio si è visto come nella progressione non riesca ad essere veloce come sempre. Le riflessioni di certo si possono fare, ma prima dovrebbe tornare in condizione".

Il Napoli intanto inanella quattro vittorie consecutive. Può fare filotto fino alla fine?
"Voglio capire come funzionerà la gestione di questa squadra a pieni ranghi. Ad inizio stagione infatti qualche interrogativo rispetto all'influenza di De Bruyne su gli altri giocatori c'era stato. Il belga di certo è un campione, ma a volte si vedeva come Anguissa e McTomninay non riuscissero ad esprimersi al meglio con lui. Sono curioso di capire come Conte risolverà questo piacevole problema".



Che fotografia si può fare sulla Juventus dopo il passo falso contro il Sassuolo?
"Quel che mi sorprende invece è sempre l'incertezza di questa squadra. La battuta d'arresto con il Sassuolo fa riemerge degli spauracchi che però a mio avviso nascondono l'evoluzione di questa squadra. Il punto è che questi alti e bassi si erano visti anche con Allegri, Motta e Tudor, ma con questi ultimi non v'era il dominio del gioco, mentre oggi il rammarico è per le tante occasioni mancate".

Questo Como dove può arrivare?
"Il Como ha questo spessore internazionale grazie anche al proprio tecnico. È la squadra più bella del nostro campionato e, a differenza di quello che poteva pensare qualcuno, ha dimostrato di non essere un fenomeno temporaneo".

Sulla Roma?
"A Roma il mercato ha dimostrato di essere stato ancora insufficiente; quando non c'è Soulé si percepisce l'assenza di imprevedibilità. Gasperini sta facendo un ottimo lavoro, ma continuo a pensare che questa sia una squadra di portatori di palla, mentre mancano elementi che saltano l'uomo. Ci sarebbe Zaragoza, che però sta diventando una mezza delusione, mentre Vaz non è male ma deve crescere. Questa Roma sta andando bene, ma la coperta è corta e dal mercato servirà qualcosa in più".

E la Lazio?
"Sarri sta facendo miracoli, l'ultimo contro il Bologna. A Gennaio sono stati venduti tanti prezzi pregiati, ma il tecnico toscano è rimasto sempre lucido. Il problema è che c'è una gestione societaria che sembra ormai arrivata al capolinea".

Infine Giovedì andrà in scena l'Italia. Cosa possiamo aspettarci da questi spareggi?
"Ad ora c'è uno sfaladamento del tessuto sociale attorno al calcio, teso a guardare più al campanile che alla Nazionale. Questo è un limite culturale che inibisce il sentimento che si provava in passato nei confronti dell'Italia. Detto ciò noi dobbiamo vincere queste partite e qualificarci. L'unico problema potrà derivare dal fatto che le squadre che affronteremo hanno poco da perdere e saranno di certo sfrontate. In questo momento dobbiamo rimanere agganciati al sentimento, in modo da permettere a chi è in campo di gettare il cuore oltre l'ostacolo".

Che caratteristiche serviranno in campo?
"Io punterei sulla qualità di Palestra. Dobbiamo puntare su questo tipo di giocatore, che abbia tecnica, corsa lucida e anche un po' di faccia tosta. Quando intendo corsa lucida intendo una corsa per dire diversa rispetto a quella di Cambiaso. L'esterno del Cagliari è più lucido nella gestione, come per esempio anche Calafiori. A centrocampo Barella e Frattesi potrebbero essere decisivi, ma ad ora sono spenti. Pure Spinazzola in passato ha fatto la differenza, mentre ora meno. Serve freschezza".