De Magistris: "La Juve negli ultimi 2 anni ha speso il doppio dell'Inter, ma il gap tecnico con i nerazzurri è aumentato"

De Magistris: "La Juve negli ultimi 2 anni ha speso il doppio dell'Inter, ma il gap tecnico con i nerazzurri è aumentato"TuttoJuve.com
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di Giuseppe Giannone

In un editoriale per "TMW", Raimodo De Magistris fa il punto sul mercato deficitario della Juventus negli ultimi 2 anni, focalizzandosi sul gap tecnico aumentato nei confronti dell'Inter nonostante investimenti pesanti dal punto di vista economico: "La Juventus in due anni ha speso sul mercato circa 350 milioni di euro. Oltre 50 milioni di euro per Teun Koopmeiners e altrettanti messi a bilancio per Douglas Luiz. Oltre 40 milioni di euro per Francisco Conceicao, poco meno per Nico Gonzalez e una ventina per Lloyd Kelly. E ancora: Juan Cabal è costato 12.8 milioni di euro, Lois Openda appena sarà matematico il decimo posto costerà quasi 45 milioni di euro. Michele Di Gregorio, pagato 19 milioni di euro, è oggi portiere pesantemente in discussione. Poco o nulla fin qui ha dimostrato Edon Zhegrova, costato 15 milioni. Con poco o nulla si ritrova oggi la Juventus dopo aver speso, a conti fatti, circa undici milioni tra Alberto Costa e Joao Mario.
Dei 350 milioni spesi la Juventus con le uscite ne è rientrata di circa 200 per un disavanzo che è più del doppio di quello dell'Inter. Il problema però non è tanto questo (finché c'è Exor che ripiana...), quanto il fatto che il gap tecnico tra le due squadre nel frattempo è solo aumentato. Che troppi rimpianti ora stanno facendo capolino dopo aver pensato troppe volte di voler azzerare e ripartire. Ma Conceicao pagato 41 milioni è meglio di Soulé ceduto a 26? Ma perché vendere Hujsen a 22 per acquistare Kelly a poco meno? E perché cedere Kean per puntare su Openda? L'Inter per tornare nel paragone non ha mai preso in considerazione la cessione di Pio Esposito, anche dinanzi a offerte da 50 milioni di euro. E non lo farà la prossima estate quando le offerte saranno ancor più alte.

Il vero problema degli ultimi anni di casa Juventus è stata la totale assenza di un progetto tecnico a medio-lungo periodo. Una continua rivoluzione che rischia di trasformare la Juventus in un porto di mare, in una versione più sbiadita e meno facoltosa del Manchester United. Per fermare questo andazzo la società bianconera adesso può fare solo una cosa: confermare Luciano Spalletti nel momento più delicato e con lui continuare a costruire. Pochi innesti, ma buoni. Non l'ennesimo cambio totale per poi ritrovarsi tra qualche mese al punto di partenza. Di nuovo".