Corte di giustizia europea sui ricorsi di Agnelli e Arrivabene: tre esperti a confronto

Corte di giustizia europea sui ricorsi di Agnelli e Arrivabene: tre esperti a confronto
Ieri alle 23:25Altre notizie
di Marco Spadavecchia
Gabriele La Monica (Milano Finanza) a Radio Bianconera: "I legali vicini ad Andrea Agnelli stanno provando a interpretare le potenzialità di questa sentenza"

Nel giorno del parere della Corte di giustizia europea sui ricorsi di Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene contro le squalifiche per i bilanci della Juve, il dibattito si anima su Radio Bianconera. Secondo il consulente sportivo Nicola Penta, dopo il parere positivo della Corte nei confronti dei ricorsi degli ex dirigenti bianconeri, "se oggi un dirigente di una squadra di calcio professionistica venisse sanzionato dalla giustizia sportiva con una squalifica, ad esempio di tre o cinque anni, Coni e Figc, ossia coloro che emettono la sentenza per la giustizia sportiva stessa, si esporrebbero a un grandissimo rischio" ha precisato Penta al programma Ieri&oggi.

Giustizia sportiva e ordinaria 

"Chiunque abbia un verdetto della giustizia sportiva deve poi potersi rivolgere alla giustizia ordinaria per appellarsi ed eventualmente ottenere risarcimenti o l'annullamento del verdetto – le parole della giornalista Alessandra Bacchetta a Cose di calcio –. Tutto quello che loro hanno fatto finora e il tipo di accordo tra la Figc e le squadre è illegale. E non vedo perché non si possa andare fino al 2006: è un sistema che operava al di fuori delle regole".

Potenzialità della sentenza 

Gabriele La Monica, giornalista di Milano Finanza, ha commentato così a Cose di calcio la sentenza della Corte: "Ho chiamato un po' di legali, anche vicini ad Andrea Agnelli. E anche loro stanno provando a interpretare le potenzialità di questa sentenza – spiega il giornalista –. Vista così, segnala che c'è stato un accanimento da parte degli organi sportivi, ma non è detto che si riverberi in un comportamento illecito. C'è sicuramente una mancanza dal punto di vista delle tutele giurisdizionali, quello è certo".