Corriere Torino - Caos in piazza San Carlo, la banda dello spray: "Indagate sugli ultrà Juve"

23.10.2019 09:20 di Redazione TuttoJuve Twitter:    Vedi letture
Corriere Torino -  Caos in piazza San Carlo, la banda dello spray: "Indagate sugli ultrà Juve"

 Caos in piazza San Carlo, la banda dello spray: "Indagate sugli ultrà Juve". Budino ricorre in appello: tifosi in guerra con il club peri biglietti. L'avvocato Basilio Foti, legale di Sahib Bouimadaghen «Budino» e Aymene Es Sabihi, due dei quattro giovani magrebini condannati in primo grado a 10 anni e 4 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale, lesioni, rapina e furt, evidenzia nel ricorso in appello come non ci sia un nesso causale diretto tra il momento in cui lo spray venne spruzzato a terra e la morte delle due donne. In particolare - si legge sul quotidiano - , viene sollevato un aspetto che nel corso delle indagini e poi del processo in abbreviato sarebbe rimasto in ombra: la presenza "di gruppi ultrà in fase di aperto dissidio con la società di calcio Juventus per la mancata ricezione di biglietti per la partita e recatisi animosamente in piazza con l’apposita finalità di creare disordini". (...) Alberto Pairetto, il manager della Juventus sentito dalla Digos nell’ambito dell’indagine sulla curva, aveva confermato che per la finale di Champions del 3 giugno la società non aveva dato alcuna possibilità di acquisto, se non a persone abbonate o attraverso l’acquisto di un pacchetto viaggio. Questa decisione, secondo la ricostruzione della difesa di Budino, avrebbe determinato una massiccia presenza di ultrà in piazza San Carlo con "l’apposita finalità di creare disordine". "Circostanze che non sono state adeguatamente approfondite", si sottolinea nel ricorso. In conclusione, Budino e i complici non potevano immaginare che dall’utilizzo dello spray potesse derivare il decesso di due donne e il ferimento di centinaia di tifosi, perché "mai avrebbero potuto rappresentarsi e psicologicamente prevedere tutti gli elementi che hanno concorso a determinare la morte". Per questo l’avvocato Foti chiede che il reato di omicidio preterintenzionale venga riqualificato in morte come conseguenza di altro delitto.