CHIELLINI A SKY: "Ronaldo ha capito a Valencia che aveva dietro una grande squadra. CR7 ci ha portato qualcosa in Europa come fece Pirlo nel 2011 in Italia"
Intervistato da Sky a margine del Gran Galà del Calcio, il capitano della Juventus Giorgio Chiellini ha parlato di vari temi. Ecco quanto evidenziato da TuttoJuve.com.
Tra poco c'è Atalanta-Napoli, che ne pensi?
"Beh sono appassionato ed è inutile mentire, mi piace anche guardare le altre squadre. Conoscere gli avversari è il primo passo, poi, più li vedi e più li conosci".
Da quanto non giocavi terzino sinistro?
"Tanto e spero non ricapiti".
Nel Galà però sei messo li nella formazione ufficiale...
"Ci posso stare ma non si spinta, ormai...".
Gol in rovesciata e di destro. Da quanto non succedeva?
"Ma destro sai capita ultimamente. Poi conta non prenderli per me i gol ecco..."
Cosa sta dando la Juventus a Cristiano Ronaldo?
"Lui si è accorto che c'era dietro una squadra importante. A Valencia l'ha capito realmente, giocandoci contro lo percepisci, ma a Valencia abbiamo dimostrato di essere squadra per lui e anche senza di lui. Siamo cresciuti in autostima, Cristiano è la ciliegina sulla torta. Lui approccia e lavora in modo incredibile ed è un esempio. Ci sta dando quello che Pirlo ci diede nel 2011 in Italia. Cristiano ce lo sta dando quel qualcosa in più in Europa. E' diverso, migliora la squadra attorno".
E' un po' un giocatore che pareggia con Real e Barcellona...
"Da marzo è una giungla, entreranno in gioco tanti fattori. Ma l'idea è quella".
Pensate di riuscire a tenere questo ritmo fino alla fine?
"Un po' di assenze le abbiamo avute. Si sta formando e creando un undici base, ma qualcosa cambia rispetto all'inizio. Quando tutto va troppo bene la sorpresa c'è sempre, capiterà ed è fisiologico. Siamo stati bravissimi a Milano e Firenze, eravamo stanchissimi venerdì ma abbiamo fatto uno sforzo mentale incredibile. Servirà tutta la rosa. Qualcuno è sacrificato ora, ma saranno tutti utili quando qualcuno non sarà al massimo".
Buffon è partito, Bonucci è tornato. Come le interpreti queste situazioni?
"Gigi era tutto scritto. E' un vuoto non tanto in campo, perchè pure per me capiterà e ci sarà qualcuno di più bravo, ma fuori era un punto di riferimento specie per gli stranieri. Cristiano ha colmato quel vuoto naturale che ha lasciato Gigi. Su Leo qualcuno ha storto il naso, ma era come non fosse mai andato. Dentro e fuori dal campo è fondamentale, ci esaltiamo a vicenda mettendo in risalto i nostri pregi. Con queste persone accanto vengono a galla i pregi".
Chi grida per ultimo prima di entrare in campo?
"La guida è l'allenatore, è come lo chef che mette ingredienti al momento giusto. Sa cosa dire e come dire. Non c'è nulla di prestabilito a seconda delle partite".
Cosa hai portato di Davide Astori sabato?
"Il suo sorriso. Era un ragazzo piacevole, con tanti hobby e pieno di gioia. A Milano con la Nazionale ho visto i fratelli, il papà e i nipoti. E' sempre un'emozione. Non posso immaginare il dolore che provano, però capisci come andare avanti. Con la Fiorentina, al di là della rivalità, era il modo quello di far capire che gli vogliamo bene e abbiamo stima di Davide. E' stato un gesto importante, lasciando stare quello che è successo fuori. La Fiesole non ci ha fischiato. Ero all'oscuro di quanto successo fuori".
Direttore: Claudio Zuliani
Responsabile testata: Francesco Cherchi
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