Caso Audero, il rumoroso silenzio di Gravina
Sono passati ormai tre giorni dal grave episodio di Cremona, ma tutto tace in FIGC. Non pervenuto, soprattutto, il presidente Gabriele Gravina, inspiegabilmente silente sul gravissimo caso Audero che ha visto coinvolto un ultrà dell'Inter ("Ma c'è più di un soggetto coinvolto", ha detto il Presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, Maurizio Improta). Prima del petardo di Cremona, Gravina non si era espresso neppure sulla guerriglia che aveva preceduto la sfida tra Genoa e Inter.
Il presidente federale, però, era intervenuto una settimana fa per commentare duramente gli scontri sulla A1 tra i tifosi di Roma e Napoli: "Non possiamo accettare che la gente si incontri in autostrada per picchiarsi. Questa è delinquenza a tutti gli effetti, è una vergogna. Dispiace però che ci sia una penalizzazione di soggetti virtuosi, che per il comportamento di pochi venga penalizzata un’intera comunità. Dobbiamo lavorare per rendere la responsabilità sempre più individuale", aveva dichiarato Gravina.
I tifosi di Roma, Lazio, Napoli e Fiorentina, ai quali sono state vietate le trasferte fino al termine della stagione, contrariamente ai "colleghi" interisti, meritano di conoscere la posizione del numero uno del calcio italiano su questa grave vicenda, a maggior ragione dopo che Viminale e giudice sportivo hanno usato la "mano morbida" nei confronti dei nerazzurri.
Il silenzio della FIGC è stato sottolineato anche dal quotidiano La Repubblica, che stamattina, in un articolo a firma di Matteo Pinci, riportava: "(...) Il Viminale non ha applicato lo stesso metro quando ultrà di Fiorentina e Roma, Lazio e Napoli, hanno preso appuntamento per darsele di santa ragione lungo le carreggiate dell’Autostrada del Sole terrorizzando i passeggeri e danneggiando le loro auto: in quel caso, il divieto di trasferta è stato esteso fino a fine campionato. E se i fermati erano molti di più rispetto al gruppetto di interisti che ha deciso di giocare con l’esplosivo, è anche vero che il petardo degli ultrà a Cremona poteva portare a conseguenze più serie di un brutto spavento. Non per la giustizia sportiva, però: oggi l’Inter se la caverà con una multa mentre la Federcalcio ha scelto di non dire una parola. Qualche anno fa episodi simili significavano sconfitta a tavolino e potevano costare uno scudetto, prima che i furbi pronti a tutto per strappare vittorie immeritate imponessero al calcio di cambiare. Ma un conto è togliere agli ultrà strumenti per ricattare i club. Altro è punire con un buffetto il tiro al bersaglio contro un calciatore", il commento inappuntabile del quotidiano.
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